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Influenza, sorveglianza nazionale ferma da marzo: il nodo privacy blocca RespiVirNet

6 Novembre 2026

La nuova stagione influenzale è alle porte, ma l’Italia rischia di affrontarla senza uno dei principali strumenti di sorveglianza epidemiologica dei virus respiratori. Dal 1° marzo scorso, infatti, Regioni e Province autonome hanno sospeso l’invio dei dati a RespiVirNet, il sistema di monitoraggio coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss), interrompendo di conseguenza la pubblicazione dei bollettini settimanali sull’andamento delle sindromi simil-influenzali. All’origine dello stop ci sono questioni normative riguardanti il trattamento dei dati personali e la necessità di adeguare le procedure alle disposizioni europee sulla privacy.

La sospensione è stata confermata ufficialmente dal Governo il 10 luglio, in risposta a un’interpellanza presentata alla Camera dei deputati. In quell’occasione, l’esecutivo aveva spiegato che il ministero della Salute aveva già predisposto una proposta normativa per consentire la ripresa dei flussi informativi, da inserire nel primo provvedimento legislativo utile. A distanza di quasi quattro mesi, tuttavia, la ripartenza del sistema non risulta ancora annunciata.

RespiVirNet rappresenta uno degli strumenti di riferimento per la sorveglianza delle infezioni respiratorie in Italia. Il sistema integra le segnalazioni dei medici di medicina generale e dei pediatri sentinella con le analisi dei laboratori, consentendo di seguire l’andamento delle sindromi simil-influenzali e identificare i virus responsabili delle infezioni. Il monitoraggio riguarda non soltanto l’influenza, ma anche Sars-CoV-2, virus respiratorio sinciziale e altri patogeni, tra cui rhinovirus, adenovirus e metapneumovirus.

L’interruzione dei flussi regionali priva quindi le autorità sanitarie di una rilevazione nazionale sistematica e aggiornata, utile per individuare tempestivamente l’aumento dei contagi, confrontare l’incidenza delle infezioni nei diversi territori e valutare la circolazione dei singoli virus. Informazioni che assumono particolare importanza nei mesi autunnali e invernali, quando le malattie respiratorie determinano un incremento della domanda di assistenza e possono mettere sotto pressione pronto soccorso e reparti ospedalieri.

La questione si pone proprio mentre è in corso la campagna vaccinale antinfluenzale 2026-2027, che vede coinvolte anche le farmacie nella somministrazione dei vaccini e nelle attività di prevenzione. La sospensione di RespiVirNet non comporta l’azzeramento della sorveglianza epidemiologica: continuano infatti a essere disponibili altre fonti informative, comprese quelle internazionali dell’Organizzazione mondiale della sanità. Viene però meno la continuità di uno strumento nazionale che permette di misurare la diffusione delle sindromi respiratorie e seguirne l’evoluzione settimana dopo settimana.

Il problema resta dunque quello di conciliare le garanzie previste dalla normativa sulla protezione dei dati personali con le esigenze di sanità pubblica. Una questione che il Governo aveva riconosciuto già in estate, individuando nella modifica legislativa la strada per riattivare il sistema. Con l’avvio della stagione epidemica, il ripristino della sorveglianza assume ora un’urgenza ancora maggiore, soprattutto per assicurare alle autorità sanitarie informazioni tempestive su cui programmare gli interventi di prevenzione e assistenza.