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Melanoma, aumenta controllo nei ma meno di un italiano su quattro fa prevenzione

17 Luglio 2026

Cresce l’attenzione degli italiani verso la prevenzione del melanoma, ma i controlli periodici restano ancora poco diffusi. Nell’ultimo anno la quota di persone che dichiara di sottoporsi regolarmente al controllo dei nei è infatti passata dal 14% al 23%, quasi il doppio rispetto al 2025. Nonostante il progresso, però, meno di un italiano su quattro effettua visite periodiche e, nella maggior parte dei casi, lo fa per iniziativa personale piuttosto che nell’ambito di programmi organizzati di screening. È quanto emerge dall’Osservatorio Salute Iqvia Italia 2026.

Secondo l’indagine, appena il 13% di chi si sottopone ai controlli riferisce di aver aderito a campagne di screening, un dato che, secondo Iqvia, evidenzia la necessità di rafforzare le iniziative di prevenzione e renderle più capillari, accessibili e continuative sul territorio.

Il melanoma resta una delle forme più aggressive di tumore della pelle, ma è anche una delle neoplasie per le quali la diagnosi precoce e i progressi terapeutici hanno modificato in modo significativo la prognosi. Negli stadi iniziali il trattamento di riferimento continua a essere l’intervento chirurgico, mentre nelle forme più avanzate le terapie innovative hanno progressivamente sostituito la chemioterapia tradizionale.

I dati del database Iqvia Italy OncoView confermano questo cambiamento: le immunoterapie rappresentano oggi il 72% dei trattamenti osservati, le terapie target il 26%, mentre la chemioterapia è ormai limitata al 2% degli utilizzi, a conferma del ruolo sempre più marginale di questo approccio rispetto alle opzioni terapeutiche più recenti.

L’analisi dei nuovi pazienti mette inoltre in evidenza il valore della diagnosi precoce. Il 56% dei casi riguarda uomini e il 44% donne, mentre circa quattro pazienti su dieci hanno meno di 60 anni. Negli uomini il picco di incidenza si registra tra i 51 e i 60 anni, mentre nelle donne la fascia più colpita è quella compresa tra i 61 e i 70 anni. Dati che, osserva Iqvia, confermano come le misure di prevenzione non debbano essere rimandate.

Un altro indicatore di una crescente sensibilità verso la fotoprotezione arriva dal mercato. Secondo Iqvia Italy Retail Sales, nell’estate 2025 le vendite, in valore, dei prodotti solari ad alta protezione (SPF 50+) sono aumentate del 12% rispetto all’anno precedente. Un segnale positivo, che riflette una maggiore attenzione all’esposizione ai raggi ultravioletti, pur senza poter sostituire i controlli dermatologici periodici.

Per ridurre il rischio di melanoma, ricorda infine l’Osservatorio, è necessario combinare più comportamenti: utilizzare correttamente la protezione solare, evitare esposizioni eccessive al sole, osservare eventuali cambiamenti dei nei e sottoporsi con regolarità ai controlli dermatologici. Resta inoltre fondamentale ampliare le campagne informative e facilitare l’accesso alle iniziative di screening nei diversi contesti territoriali, comprese le farmacie e i luoghi di lavoro.