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Salute, donne più preparate degli uomini dice ricerca Censis-Assosalute

21 Aprile 2026

Più esposte ai piccoli disturbi, ma anche più preparate nel gestirli. È il profilo che emerge dalla ricerca Censis presentata ieri a Roma da Assosalute in occasione della Giornata della salute della donna: le italiane mostrano livelli di attenzione, consapevolezza e autonomia superiori a quelli maschili quando si parla di automedicazione e cura quotidiana della salute. Un dato che interessa direttamente anche le farmacie, indicate ancora una volta tra i primi riferimenti professionali cui rivolgersi per orientarsi nell’uso corretto dei farmaci da banco e nella gestione dei disturbi minori.

Lo studio, intitolato Donne e automedicazione responsabile, fotografa un universo femminile che convive più frequentemente con piccoli problemi di salute, trasformando però questa maggiore esposizione in esperienza pratica e competenza diffusa. Il 93,9% delle donne dichiara di aver sofferto di almeno un piccolo disturbo nell’ultimo anno e il 75,7% di almeno due. Una vulnerabilità più marcata rispetto agli uomini che, secondo i ricercatori, non coincide con una maggiore fragilità, ma con una più sviluppata capacità di riconoscere i sintomi, valutarli e affrontarli in modo appropriato.

In questo contesto, l’automedicazione si conferma uno strumento largamente utilizzato: il 78,8% delle donne ha fatto ricorso ai farmaci senza obbligo di prescrizione e per quasi otto intervistate su dieci questi medicinali rappresentano un supporto concreto nella vita di tutti i giorni. A fare la differenza, però, è soprattutto il modo in cui vengono usati. Il 93% legge il foglietto illustrativo, il 90,3% controlla le scadenze e l’88,2% si rivolge al medico se il disturbo non si risolve. Indicatori che descrivono un approccio prudente e informato, coerente con il concetto di automedicazione responsabile promosso da anni dal comparto.

La ricerca richiama inoltre il peso di specifiche condizioni femminili spesso sottovalutate dalle politiche sanitarie. Tra queste il dolore mestruale, che riguarda il 91,8% delle donne e nel 71% dei casi ha un impatto negativo sulla qualità della vita. Anche su questo terreno, la possibilità di intervenire rapidamente con rimedi appropriati e con il consiglio del farmacista viene letta come una leva concreta di benessere e continuità nelle attività quotidiane.

Un altro dato significativo riguarda il ruolo di cura che molte donne svolgono all’interno della famiglia. Più spesso degli uomini sono loro a occuparsi non solo della propria salute, ma anche di quella di figli, partner o genitori, orientandosi tra sintomi, medicinali e professionisti di riferimento. In questa rete di prossimità, la farmacia resta uno snodo essenziale per accessibilità, rapidità di risposta e consulenza professionale.

Interessante anche il capitolo dedicato all’intelligenza artificiale applicata alla salute. Il 47,5% delle donne dichiara di utilizzare strumenti di IA, contro il 51,9% degli uomini. Ma il divario cresce sul piano della fiducia: tra chi li usa, si fida dell’IA il 64% delle donne contro il 76,7% degli uomini. Per il Censis non si tratta di resistenza alla tecnologia, bensì di un atteggiamento più selettivo e critico: l’IA viene considerata un supporto informativo utile, ma non sostitutivo del confronto con farmacista e medico di famiglia.

Secondo Michele Albero, presidente di Federchimica-Assosalute, «le donne sono oggi protagoniste di un modello evoluto di gestione della salute: più esposte ai disturbi, ma anche responsabili». Per Albero l’esperienza femminile dimostra che l’automedicazione, se utilizzata correttamente, è «uno strumento cruciale di salute quotidiana» e un mezzo importante per esercitare la propria autonomia sul terreno del benessere. Da qui la necessità di rafforzare informazione sanitaria corretta, educazione e collaborazione tra istituzioni, professionisti e cittadini.

Sulla stessa linea Sara Lena, ricercatrice Censis, secondo cui dall’indagine emerge con chiarezza una maggiore attenzione e cautela delle donne nella gestione della salute. Una competenza che nasce dall’esperienza concreta dei piccoli disturbi e che si traduce anche nella capacità di usare le nuove tecnologie senza rinunciare al valore del giudizio professionale. Un messaggio che per la farmacia territoriale suona chiaro: in un sistema sanitario chiamato a puntare sempre più su prossimità e prevenzione, il presidio sotto casa resta uno dei cardini dell’alleanza per la salute.