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Basilicata, il ticket sulle ricette della convenzionata dal 16 ottobre

2 Ottobre 2026

Slitta di due settimane ma resta confermato il ticket sulla farmaceutica convenzionata in Basilicata. La quota di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta, inizialmente prevista dal 1° ottobre, entrerà in vigore il 16 ottobre, dopo l’adozione di un’apposita delibera della Giunta regionale. Lo ha precisato la Regione, sgombrando il campo dalle ipotesi di un possibile ritiro del provvedimento.

La misura era stata introdotta con la deliberazione di Giunta 544 del 27 agosto, in seguito allo sforamento del tetto della spesa farmaceutica convenzionata registrato nel 2025. Secondo i dati richiamati dalla Regione, l’incidenza della convenzionata ha raggiunto il 7,38% del Fondo sanitario regionale contro un limite programmato del 6,80%, con uno scostamento di circa 7 milioni di euro. La normativa nazionale impone alle Regioni che superano il tetto l’adozione di misure di contenimento della spesa; secondo l’assessore alla Salute Cosimo Latronico, la mancata adozione avrebbe messo a rischio l’accesso al finanziamento integrativo statale.

Il ticket sarà applicato per ricetta e non per confezione: l’assistito non esente pagherà quindi 2,50 euro indipendentemente dal numero di confezioni prescritte. La compartecipazione riguarda soltanto i medicinali erogati in convenzionata dalle farmacie territoriali e non si applica alla distribuzione diretta. Nel 2025 in Basilicata sono state emesse circa 6,9 milioni di ricette, delle quali circa il 40% associate a codici di esenzione.

Il rinvio non chiude però il confronto politico e sindacale. Il 5 ottobre Latronico incontrerà le organizzazioni sindacali, appuntamento confermato dalla Regione nonostante sia stata già fissata la nuova decorrenza. Il Consiglio regionale, nella seduta del 24 settembre, aveva respinto con 11 voti contrari, otto favorevoli e un’astensione la richiesta delle opposizioni di revocare il provvedimento.

Proprio le opposizioni, dopo l’annuncio della partenza il 16 ottobre, sono tornate a chiedere il ritiro della delibera e un confronto sulle possibili alternative: «Se c’è una data, a cosa servirà l’incontro con i sindacati del 5 ottobre?». La Regione, dal canto suo, sostiene che il confronto rimane aperto, ferma restando la necessità di garantire l’equilibrio dei conti del Servizio sanitario regionale.