dalle regioni

Campania, farmacie nel progetto pilota per l’assistenza remota agli anziani

2 Luglio 2026

Non solo televisite e dispositivi per il telemonitoraggio, ma una presa in carico continuativa che coinvolge medici di medicina generale, Asl, farmacie di comunità e piattaforme digitali regionali. È il modello di assistenza domiciliare che sperimenterà in Campania gOLDen Study, uno dei 58 progetti selezionati da Agenas nell’ambito dell’investimento Pnrr dedicato ai “Grandi anziani”. L’iniziativa, finanziata con le risorse della Missione 6 Salute, seguirà per 18 mesi cinquemila persone di almeno 80 anni affette da una o più patologie croniche, con l’obiettivo di verificare se un’assistenza costruita attorno al domicilio del paziente possa migliorare l’aderenza alle cure, rallentare il declino funzionale e ridurre ricoveri e accessi impropri agli ospedali.

Presentato nei giorni scorsi nella sede di Agenas, dove è stato sottoscritto l’accordo tra i partner, gOLDen Study è coordinato dall’Università Federico II di Napoli e rappresenta il progetto di riferimento per l’area Sud della graduatoria nazionale. Complessivamente Agenas ha selezionato 58 progetti, sui 146 candidati, destinando 150 milioni di euro del Pnrr alla sperimentazione di nuovi modelli di assistenza domiciliare che coinvolgeranno circa 60mila ultraottantenni in tutta Italia. Se i risultati saranno positivi, i modelli sperimentati potranno essere integrati stabilmente nell’organizzazione del Servizio sanitario nazionale.

Nel caso campano, il progetto si basa su un principio semplice: invece di chiedere al paziente fragile di spostarsi verso i servizi sanitari, sono i servizi a raggiungere il domicilio dell’anziano. Il medico di medicina generale resta il principale riferimento clinico, ma viene affiancato da un’infrastruttura digitale che consente di seguire il paziente anche a distanza. I parametri clinici – dalla pressione arteriosa alla frequenza cardiaca, fino agli altri indicatori ritenuti necessari in base alla patologia – vengono rilevati periodicamente e trasmessi attraverso la piattaforma “Sinfonia Grandi Anziani”, sviluppata da So.Re.Sa., la società informatica della Regione Campania. In questo modo il medico può controllare l’andamento clinico senza attendere la visita successiva e intervenire rapidamente quando emergono segnali di peggioramento.

Il telemonitoraggio rappresenta però soltanto uno degli strumenti previsti dal progetto. L’obiettivo dichiarato è costruire percorsi personalizzati di presa in carico, con particolare attenzione alla prevenzione del deterioramento cognitivo e neurodegenerativo, alla gestione delle malattie croniche e soprattutto al miglioramento dell’aderenza terapeutica, uno dei principali fattori che determinano ricoveri evitabili tra gli anziani fragili. Accanto agli aspetti sanitari, il progetto punta anche a contrastare l’isolamento sociale, riconosciuto come uno dei fattori che accelerano la perdita di autonomia nella popolazione più anziana.

Per raggiungere questi obiettivi è stata costruita una rete che comprende, oltre all’Università Federico II, la Direzione generale Tutela della salute della Regione Campania, So.Re.Sa., le Asl Napoli 1 Centro, Napoli 2 Nord e Napoli 3 Sud, i medici di medicina generale, l’Ordine dei medici e, aspetto di particolare interesse per la farmacia territoriale, i farmacisti di comunità della Città metropolitana di Napoli insieme all’Ordine provinciale dei farmacisti.

Il coinvolgimento delle farmacie non riguarda l’erogazione di prestazioni cliniche domiciliari, ma il loro ruolo di presidio sanitario di prossimità all’interno della rete assistenziale. I farmacisti contribuiranno infatti al monitoraggio dell’aderenza terapeutica, collaboreranno con i medici di medicina generale nell’individuazione di eventuali criticità legate alle terapie e costituiranno uno dei punti di riferimento territoriali per pazienti e caregiver. Si tratta di un’impostazione coerente con il modello di telemedicina delineato da Agenas, che individua nelle farmacie uno dei nodi della rete territoriale interoperabile con il Fascicolo sanitario elettronico e con le piattaforme regionali per il monitoraggio dei pazienti cronici.

Come ha spiegato il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, la finalità della sperimentazione è verificare che la casa possa diventare il primo luogo di cura delle persone anziane fragili, grazie a servizi domiciliari supportati dalla telemedicina. L’idea è che questi percorsi, se dimostreranno di migliorare gli esiti clinici e la qualità della vita contenendo nello stesso tempo i costi assistenziali, non restino iniziative sperimentali ma entrino a far parte dell’offerta ordinaria del Servizio sanitario nazionale.