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Puglia, dal 3 agosto alert digitale a medici e farmacisti per favorire generici

30 Luglio 2026

Dal 3 agosto i medici e i farmacisti pugliesi avranno un nuovo strumento per ridurre la spesa farmaceutica a carico dei cittadini e favorire il ricorso ai medicinali equivalenti. La Regione Puglia ha infatti introdotto nel Sist, il sistema informatico utilizzato dai medici per le prescrizioni, un avviso automatico che segnalerà la disponibilità di un farmaco equivalente con un prezzo inferiore rispetto a quello inizialmente prescritto, quando quest’ultimo comporta una quota di compartecipazione per l’assistito.

La misura riguarda i medicinali a brevetto scaduto inclusi nella Lista di trasparenza dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), vale a dire i prodotti che condividono lo stesso principio attivo, lo stesso dosaggio, la stessa forma farmaceutica e la medesima modalità di somministrazione. Si tratta, quindi, di medicinali considerati equivalenti dal punto di vista dell’efficacia e della sicurezza, ma che possono presentare differenze di prezzo a carico del cittadino.

L’alert sarà visualizzato ogni volta che il sistema rileverà l’esistenza di un’alternativa con un costo inferiore rispetto al farmaco prescritto. In questi casi il messaggio inviterà il medico, in fase di prescrizione, e il farmacista, al momento della dispensazione, a valutare – salvo specifiche esigenze cliniche – l’impiego del medicinale meno costoso, ma terapeuticamente equivalente.

La Regione evidenzia che, in alcuni casi, le differenze economiche possono essere significative. Per alcuni farmaci impiegati nelle terapie sostitutive antitumorali la quota di compartecipazione può arrivare a 10 euro per confezione, mentre per alcuni medicinali antivirali il ticket aggiuntivo può raggiungere i 26 euro. Ancora più marcato il divario rilevato per alcuni antinfiammatori, per i quali confezioni contenenti lo stesso principio attivo possono costare fino a 30 euro in più rispetto al prezzo di riferimento fissato dall’Aifa, senza alcun vantaggio clinico per il paziente.

L’intervento punta così a ridurre una compartecipazione che in Puglia continua a essere superiore alla media nazionale. Secondo i dati relativi al 2025, infatti, l’11,2% delle confezioni dispensate ha comportato un esborso aggiuntivo da parte degli assistiti, a fronte di una media italiana del 10,4%. Un dato che la Regione considera particolarmente critico alla luce del più elevato indice di deprivazione socioeconomica del territorio e della necessità di contenere i costi sostenuti soprattutto dalle fasce più fragili della popolazione.