In Puglia la spesa farmaceutica convenzionata cresce troppo, a causa – dice il governo regionale – della nuova remunerazione delle farmacie, del trasferimento di gliptine e gliflozine dalla diretta e a criticità nell’appropriatezza prescrittiva e nel consumo di antibiotici. Urgono contromisure ed è per questo che la giunta guidata dal governatore Antonio Decaro ha approvato ieri una delibera che ridefinisce la governance della spesa farmaceutica regionale, con nuovi tetti per le Asl e obiettivi triennali di contenimento tanto per la farmaceutica convenzionata quanto per quella degli acquisti diretti.
Sul versante della farmaceutica diretta, la Regione interviene dopo che nel 2025 la spesa è aumentata del 7,65% rispetto all’anno precedente, con una crescita superiore di 1,40 punti alla media nazionale. La delibera punta a invertire questa tendenza fissando come obiettivo il contenimento dello scostamento rispetto alla media nazionale entro 1,36 punti nel 2026, 1,77 punti nel 2027 e 2,68 punti nel 2028.
La Regione sottolinea che la quota prevalente della spesa diretta è assorbita da medicinali destinati al trattamento delle neoplasie e delle malattie rare, caratterizzati da costi elevati e per i quali non sono ipotizzabili interventi di riduzione. Restano inoltre esclusi dai tetti di spesa gli anticorpi utilizzati per l’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale.
Le azioni di razionalizzazione si concentreranno invece sulle aree in cui esistono margini di intervento, promuovendo un uso più appropriato dei farmaci e il ricorso a gare d’appalto per l’acquisto di medicinali alternativi quando siano scaduti i brevetti dei principi attivi, sempre nel rispetto delle esigenze cliniche dei pazienti. Parallelamente viene incentivato l’utilizzo dei farmaci biosimilari, considerati terapeuticamente sovrapponibili agli originatori e impiegabili quando clinicamente appropriato.
La delibera attribuisce inoltre ai direttori generali e ai direttori sanitari delle aziende del Servizio sanitario regionale il compito di vigilare sui comportamenti prescrittivi inappropriati e di segnalare alla Regione le violazioni reiterate, che potranno comportare l’esclusione dei centri interessati dall’elenco delle strutture autorizzate. Per le strutture private accreditate i controlli saranno affidati alle Asl territorialmente competenti.
Fra le priorità individuate per migliorare l’appropriatezza prescrittiva figurano le categorie terapeutiche che nel 2025 hanno registrato gli incrementi di spesa più consistenti: farmaci per il colesterolo, medicinali dermatologici, alcuni antidiabetici e trattamenti contro l’obesità, tutti caratterizzati da consumi pro capite superiori alla media nazionale. Previsti anche controlli specifici sull’utilizzo dei gas medicali, con particolare attenzione all’ossigenoterapia liquida domiciliare, per la quale la Regione rileva possibili impieghi non appropriati.
Per la farmaceutica convenzionata, la giunta chiede ai direttori generali delle aziende sanitarie di rafforzare i controlli sulle prescrizioni, collegandoli a obiettivi specifici assegnati ai medici e alle strutture aziendali di verifica. In particolare, l’indicazione è quella di limitare l’0andamento tendenziale della spesa dall’attuale +7,81% al 6,73% nel 2026 e poi al 6,50% nel 2027-2028.
A tal fine, la delibera prevede inoltre il rispetto della soglia nazionale sul consumo di antibiotici, monitorata attraverso uno specifico cruscotto informativo regionale, l’organizzazione di audit periodici con medici di medicina generale e pediatri per condividere gli obiettivi di contenimento e verificare periodicamente i risultati raggiunti, il potenziamento della distribuzione diretta dei farmaci da parte delle Asl sia per il primo ciclo di terapia dopo ricovero o visita specialistica sia per la presa in carico dei pazienti cronici in trattamento con terapie ad alto costo.
Le aree terapeutiche considerate prioritarie per gli interventi sulla convenzionata comprendono i farmaci per il controllo del colesterolo e dei trigliceridi, gli inalatori per asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva, gli antibiotici, gli antipertensivi, i medicinali per il tono dell’umore e gli antiepilettici, oltre ai farmaci per il fegato e le vie biliari. Secondo la Regione, si tratta di ambiti nei quali si registrano consumi superiori agli standard nazionali, prescrizioni orientate verso medicinali più costosi o un ricorso eccessivo a molecole ad alta potenza che dovrebbero essere riservate ai trattamenti di secondo livello.