«Il percorso è stato laborioso ma l’intesa finale ci soddisfa, anche se il lavoro è tutt’altro che finito». Sono le parole con cui Achille Gallina Toschi, presidente di Federfarma Emilia-Romagna, dà un voto all’Accordo integrativo regionale firmato la settimana scorsa da farmacie e parte pubblica e ratificato lunedì scorso con delibera di giunta.
Presidente, la trattativa con la Regione ha preso più di sei mesi. È stato impegnativo…
È vero, tra rinvii e stalli ci siamo trovati spesso a risalire una china. Però siamo soddisfatti di quello che abbiamo ottenuto. In primo luogo, abbiamo portato in farmacia la distribuzione di presidi e ausili: eravamo una delle poche regioni, se non l’unica, a lasciare fuori le farmacie.
Portate a casa anche la rivalutazione dei compensi per la dpc…
Un bel risultato anche quello, dato che gli onorari attuali erano fermi dal 2017. E poi, abbiamo ottenuto dalla Regione l’impegno a ridurre la distribuzione diretta, in particolare l’extra-pht. Il lavoro che ci aspetta, ora, sarà quello di collaborare con la Regione perché gli impegni si traducano in risultati concreti.
In effetti, in passato promesse dello stesso tenore erano poi state disattese dalla parte pubblica…
Proprio per questo, l’Air prevede l’istituzione di una commissione paritetica che segua l’applicazione dell’Air. Non va poi dimenticato che in Emilia-Romagna c’è un ricorso alla distribuzione diretta differenziato: in alcune Asl se ne fa pochissima, in altre fin troppa.
Altro punti qualificanti del nuovo accordo?
Viene scritto nero su bianco che il primo ciclo terapeutico da distribuire ai pazienti in dimissione noin deve superare i 30 giorni. E portiamo in farmacia anche lo screening del colon-retto, che finora era riconosciuto soltanto da alcune Asl. Infine, concordiamo nell’Air una norma sui locali dove organizzare i servizi che ricalca fedelmente quanto c’è scritto nella Convenzione nazionale. Vengono quindi superate le norme regionali che in materia fissavano requisiti sin troppo severi.