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Emilia-Romagna, firmato l’Air: cresce l’onorario per la dpc, freno all’extra-Pht

8 Luglio 2026

Incremento dal 2027 della remunerazione per la dpc, allargamento delle vaccinazioni somministrate in farmacia, argini più severi – almeno sulla carta – per la distribuzione diretta extra-Pht delle Aziende sanitarie. Sono alcune delle disposizioni impartite dall’Accordo integrativo regionale firmato la settimana scorsa in Emilia-Romagna da Regione, Federfarma e Assofarm, che a breve dovrebbe essere recepito con delibera della giunta regionale. Frutto di una trattativa particolarmente laboriosa, il nuovo testo sembra smussare alcune delle questioni che negli ultimi anni hanno alimentato le tensioni tra servizio sanitario regionale e farmacie convenzionate, soprattutto sul terreno della distribuzione dei farmaci. Soltanto l’attuazione concreta delle misure previste dirà però se gli impegni assunti riusciranno davvero a modificare le prassi adottate dalle singole Aziende sanitarie.

Dpc, aumentano le tariffe dal 2027

Sul fronte della distribuzione per conto arriva uno degli interventi economicamente più significativi. Dal 1° gennaio 2027 le tariffe saranno adeguate con incrementi progressivi, collegati all’indice Istat dei prezzi al consumo (Foi, al netto dei tabacchi). La tariffa ordinaria salirà dagli attuali 3,20 euro a 3,57 euro nel 2027, quindi a 3,77 euro nel 2028 e a 3,97 euro nel 2029. Per le farmacie che beneficiano della tariffa maggiorata l’importo passerà invece da 3,88 a 4,36 euro nel 2027, fino a raggiungere 4,86 euro nel 2029. L’accordo prevede inoltre la definizione di una lista regionale di medicinali da mantenere obbligatoriamente in “ministock”, così da garantirne la disponibilità immediata in caso di richieste urgenti o non programmabili.

Distribuzione diretta, stretta sull’extra-Pht

È però sulla distribuzione diretta che si concentrano gli impegni politicamente più rilevanti. Le parti condividono l’obiettivo di riportare progressivamente nella convenzionata i trattamenti che non richiedono una presa in carico specialistica continuativa o particolari esigenze di monitoraggio, lasciando alla distribuzione diretta soltanto le situazioni individuate dall’accordo, come i farmaci innovativi, quelli di fascia H, gli off label o i medicinali temporaneamente riservati alla distribuzione aziendale.

In particolare, la Regione si impegna ad avviare il graduale trasferimento in farmacia dei pazienti in terapia esclusivamente con farmaci di fascia A extra-Pht oggi distribuiti direttamente dalle Aziende sanitarie, una platea quantificata in circa 7.400 assistiti. Contestualmente viene assunto l’impegno a ridurre le marcate differenze territoriali oggi esistenti, intervenendo prioritariamente nelle province che fanno maggior ricorso alla distribuzione diretta extra-Pht. Per consentire una verifica puntuale dei risultati, la Regione trasmetterà con cadenza trimestrale ai sindacati delle farmacie i dati provinciali sull’erogazione dei farmaci extra-Pht, che saranno monitorati dalla nuova Commissione paritetica. Viene inoltre precisato che il “primo ciclo terapeutico” dopo dimissione ospedaliera o visita specialistica dovrà essere normalmente limitato a trenta giorni di terapia, salvo motivate esigenze cliniche.

Vaccini, entra anche il richiamo dTpa

Il nuovo accordo amplia anche l’offerta vaccinale eseguibile nelle farmacie convenzionate. Oltre ai vaccini antinfluenzali e anti-Covid, i farmacisti potranno somministrare ai maggiorenni anche il richiamo antidifterite-tetano-pertosse (dTpa), previsto ogni dieci anni e subordinato alla verifica della documentazione vaccinale dell’assistito. Rimangono fissati a 10,40 euro i compensi per la somministrazione dei vaccini anti-Sars-CoV-2 e a 6,70 euro quelli per antinfluenzale e dTpa, che dal 2028 saliranno a 7,50 euro, allineandosi alla remunerazione riconosciuta ai medici di medicina generale per la stessa prestazione.

Integrativa, tariffe indicizzate e percorso unico

Importanti novità riguardano anche l’assistenza integrativa. L’accordo punta a uniformare il percorso regionale di distribuzione dei dispositivi medici attraverso un’infrastruttura informatica condivisa con le Aziende sanitarie e i software gestionali delle farmacie. La distribuzione potrà coprire fino a due mesi di fabbisogno del paziente e sarà effettuata sia in dpc sia in regime convenzionale. Per la distribuzione per conto viene confermata una tariffa di 5,74 euro a pacchetto mensile, elevata a 6,40 euro per le farmacie con i requisiti previsti, mentre dal 2027 tali compensi saranno rivalutati ogni anno sulla base dell’inflazione Istat. Anche in questo caso è prevista l’istituzione di livelli minimi di scorta per garantire la pronta disponibilità dei dispositivi.

Screening, farmacovigilanza e FarmaCup

Tra gli altri capitoli dell’intesa figura l’istituzione di un gruppo di lavoro regionale che entro la fine del 2026 dovrà definire un modello uniforme per lo screening del tumore del colon-retto, comprensivo di percorsi organizzativi e remunerazione delle farmacie. Sul fronte della farmacovigilanza, invece, la Regione si impegna ad avviare nel 2027 un progetto specifico rivolto alle farmacie convenzionate. Previsto infine, dal 2028, anche l’adeguamento annuale delle tariffe del servizio FarmaCup sulla base dell’indice Istat, mentre gli accordi per il rilascio dell’identità digitale utile all’accesso al Fascicolo sanitario elettronico vengono prorogati fino al 31 dicembre 2026.

Nasce la Commissione paritetica

A vigilare sull’attuazione dell’accordo sarà una Commissione paritetica composta da quattro membri, due designati dalla Regione, uno da Federfarma Emilia-Romagna e uno da Assofarm Emilia-Romagna. L’organismo avrà il compito di monitorare l’andamento economico e organizzativo dell’intesa, verificare il riequilibrio tra distribuzione diretta e convenzionata, esaminare i dati trasmessi dalla Regione e proporre eventuali modifiche o correttivi nel corso della vigenza dell’accordo, fissata fino al 30 giugno 2029.