La Regione Sicilia sospende le sanzioni ai medici di medicina generale che superano il tetto trimestrale dei 9mila euro di spesa per farmaci prescritti e apre un confronto con le organizzazioni della categoria per rivedere criteri e obiettivi del provvedimento. La decisione è stata annunciata dal neoassessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, durante un’audizione in commissione Bilancio dell’Ars convocata dopo le proteste dei medici di famiglia contro il decreto che prevedeva il contenimento della spesa farmaceutica territoriale e l’introduzione di misure sanzionatorie per i prescrittori.
Il provvedimento contestato imponeva una riduzione della spesa complessiva regionale per i farmaci convenzionati, con un taglio da 410 a 385 milioni di euro, e introduceva limiti trimestrali alle prescrizioni dei medici di base. Misure che avevano spinto le sigle della medicina generale a chiedere un confronto urgente con l’assessorato, denunciando il rischio di ripercussioni sull’accesso alle cure e sulla gestione clinica dei pazienti cronici.
«Sono regole imposte dal ministero per via del piano di rientro, ma penso possano esserci margini di intervento, capiremo in che modo mediare» ha detto Caruso a margine dell’audizione. L’assessore ha quindi annunciato l’invio di una circolare alle aziende sanitarie provinciali con l’indicazione di non applicare, almeno per il momento, le sanzioni previste dal decreto: «Ho inviato una circolare a tutte le Asp chiedendo di non applicare norme sanzionatorie ai medici di base, che devono essere messi nelle condizioni di lavorare in serenità».
Nelle prossime settimane l’assessorato convocherà un tavolo tecnico con funzionari regionali, medici di famiglia e specialisti per ridefinire il sistema dei tetti prescrittivi e individuare eventuali correttivi. «Faremo il possibile perché ai siciliani vengano garantiti i farmaci e i medici non incorrano in misure sanzionatorie» ha aggiunto l’assessore.
Durante l’audizione è stato inoltre ricordato che la Sicilia presenta una spesa farmaceutica convenzionata pari al 6,4% del fondo sanitario regionale, al di sotto del tetto nazionale fissato al 6,8%. Un dato richiamato anche dai rappresentanti della medicina generale per sostenere la necessità di una revisione del decreto.
Per Luigi Galvano, segretario regionale della Fimmg Sicilia, l’incontro con l’assessorato è stato «molto proficuo». Secondo Galvano, il decreto regionale «seguiva alcune direttive nazionali calate dall’alto, mentre in Sicilia la spesa farmaceutica è più bassa che altrove». Il rappresentante dei medici di famiglia ha comunque riconosciuto che alcune categorie terapeutiche richiedono un uso più appropriato, citando in particolare gastroprotettori e antibiotici. «In questo secondo caso è dimostrato che, al netto della spesa farmaceutica, un uso eccessivo o improprio comporta una pericolosa farmacoresistenza» ha osservato.
Uno dei punti sollevati dai medici riguarda il rapporto tra prescrizioni dei medici di famiglia e indicazioni degli specialisti ospedalieri. Secondo Galvano, circa la metà delle prescrizioni originate sul territorio deriva infatti da indicazioni specialistiche. «Se al paziente non prescrivo un farmaco che invece era stato indicato dal medico specialista e poi quel paziente ha un problema di salute, a risponderne è il medico di base» ha spiegato. «Non si può restare schiacciati in questa tagliola a danno dei pazienti».