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Spesa sanitaria, la Puglia alza l’Irpef e Decaro se la prende con Gemmato

19 Maggio 2026

La manovra con cui la Regione Puglia punta a coprire il disavanzo sanitario da 349 milioni di euro passa soprattutto dall’aumento dell’addizionale Irpef, ma nel confronto politico aperto ieri dal governatore Antonio Decaro è finita al centro anche la spesa farmaceutica, indicata tra le principali voci che hanno aggravato i conti regionali.

La manovra presentata dalla giunta regionale punta a recuperare 241,6 milioni attraverso la leva fiscale e altri 107,6 milioni dal bilancio autonomo della Regione. Secondo le simulazioni riportate dalla stampa locale, l’aumento dell’Irpef non interesserà i redditi fino a 15mila euro, mentre scatteranno incrementi progressivi per le fasce superiori. L’aliquota salirà dello 0,7% tra 15mila e 28mila euro, di 1,6 punti tra 28mila e 50mila euro e fino al 3,33% oltre i 50mila euro.

La Regione conta inoltre su circa 30 milioni derivanti da tagli ai costi della politica, 36 milioni di avanzo di amministrazione, ulteriori risparmi e maggiori entrate fiscali riconosciute dal Mef. Parallelamente Decaro ha annunciato una stretta sulla gestione sanitaria: i nuovi direttori generali delle Asl, che saranno nominati nei prossimi giorni, avranno obiettivi vincolanti di controllo della spesa e rischieranno riduzioni stipendiali o la revoca dell’incarico in caso di mancato raggiungimento dei target.

Nel corso della conferenza stampa il governatore ha insistito sul carattere “strutturale” della crisi dei conti sanitari regionali, sostenendo che l’incremento del Fondo sanitario nazionale non tiene il passo con la crescita dei costi. «I dati del ministero attestano un aumento dei costi della sanità del 3,6%, e lo stesso Mef dice che l’aumento del governo sul Fondo sanitario nazionale che viene trasferito alle Regioni, per la Puglia è dell’1,09%» ha dichiarato.

La parte più dura dell’intervento ha riguardato però la farmaceutica. Decaro ha ricordato che nel 2025 la Puglia ha sostenuto 86 milioni di spesa per i farmaci innovativi, definita «spesa doverosa», contestando però il fatto che, una volta usciti dal fondo nazionale per l’innovazione, i medicinali restino integralmente a carico delle Regioni «senza che lo Stato dia un euro in più». Nel mirino anche la convenzionata: secondo il governatore, il passaggio di gliptine e gliflozine dalla distribuzione ospedaliera a quella territoriale avrebbe comportato nel 2025 un aggravio da 22 milioni di euro sui 31 milioni complessivi di aumento della spesa convenzionata regionale.

È in questo passaggio che Decaro ha affondato il colpo contro Gemmato, senza citarlo direttamente ma parlando del «sottosegretario delle farmacie». Una battuta che ha provocato la replica del presidente della Consulta degli Ordini dei farmacisti di Puglia, Luigi D’Ambrosio Lettieri, intervenuto in difesa del sottosegretario e della riforma distributiva.

«Quando si affrontano temi di politica farmaceutica ritengo sia utile che il confronto resti ancorato ai dati, alle evidenze tecniche e agli effetti concreti prodotti per i cittadini» ha dichiarato D’Ambrosio Lettieri, sostenendo che il trasferimento di gliptine e gliflozine nella convenzionata non rappresenti «una misura concepita a vantaggio di una categoria», ma «una scelta di politica sanitaria orientata al buon governo della spesa, al miglioramento dell’accesso alle cure e all’efficienza del sistema».

Il presidente della Consulta pugliese ha richiamato le valutazioni tecniche dell’Aifa, secondo cui la revisione dei canali distributivi avrebbe prodotto benefici organizzativi e assistenziali, in particolare sul fronte della prossimità delle cure e dell’aderenza terapeutica. D’Ambrosio Lettieri ha inoltre precisato che il passaggio dalla diretta alla convenzionata «non modifica il prezzo del farmaco negoziato da Aifa e non comporta automaticamente un aumento della spesa complessiva», ma determina piuttosto «una diversa allocazione tra capitoli di bilancio».

Da qui anche la difesa esplicita dell’operato di Gemmato: «Sento di esprimere apprezzamento per il lavoro svolto dal sottosegretario Gemmato che continua a lavorare proficuamente per avvicinare i farmaci ai cittadini, ridurre i disagi dei pazienti cronici e rendere più efficiente il sistema». Secondo D’Ambrosio Lettieri, «la politica sanitaria merita valutazioni fondate sui dati e sulle evidenze, più che etichette o slogan».