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Televisita, in Piemonte postazioni in consegna ma i mmg: che ce ne facciamo?

10 Giugno 2026

Mentre in Lombardia è ormai ai nastri di partenza la distribuzione a farmacie e medici delle postazioni informatiche per la televisita previste dalla Missione 6 del Pnrr, in Piemonte la consegna delle apparecchiature ai medici di medicina generale sta suscitando interrogativi e richieste di chiarimento. A sollevare il caso è un articolo pubblicato da La Stampa, secondo il quale la Regione ha avviato le procedure per distribuire ai quasi quattromila medici di famiglia e pediatri del territorio personal computer destinati ai servizi di telemedicina, senza che sia stato ancora illustrato in modo compiuto il progetto operativo cui tali strumenti dovrebbero essere collegati.

In questi giorni molti professionisti stanno ricevendo comunicazioni per confermare indirizzo dello studio e recapiti telefonici in vista della consegna e dell’installazione delle postazioni. Secondo quanto riferito dal quotidiano torinese, la questione è stata affrontata anche dalla Fimmg Piemonte, che ha cercato di fornire indicazioni ai propri iscritti. Il segretario regionale Roberto Venesia ha spiegato che i computer saranno concessi in comodato d’uso gratuito nell’ambito del progetto Pnrr dedicato alla telemedicina, ma ha osservato che al momento non sarebbero ancora note ai medici le modalità concrete di utilizzo e gli obiettivi operativi del programma. Da qui la richiesta di un coinvolgimento della medicina generale nella definizione delle finalità del progetto.

La vicenda si inserisce nel più ampio percorso di attuazione degli investimenti della Missione 6 del Pnrr dedicati alla sanità territoriale e alla digitalizzazione. Il Piemonte ha infatti già avviato le attività per la realizzazione dell’Infrastruttura regionale di telemedicina e, alla fine del 2025, ha ripartito alle aziende sanitarie oltre 2,9 milioni di euro destinati ai servizi di telemedicina previsti dal Piano nazionale.

Un ulteriore elemento emerge dagli atti amministrativi delle aziende sanitarie regionali. In alcuni provvedimenti relativi all’attuazione del progetto Pnrr viene infatti esplicitamente richiamata la distribuzione delle postazioni di lavoro di telemedicina non soltanto ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, ma anche alle farmacie rurali coinvolte nel programma.

Proprio questo aspetto richiama quanto sta avvenendo in altre regioni, Lombardia in testa, dove le postazioni vengono distribuite nell’ambito di modelli organizzativi già definiti e collegati a specifici percorsi di televisita e telemonitoraggio. In Piemonte, invece, la polemica sembra riguardare soprattutto la tempistica: l’hardware arriva negli studi prima che siano stati chiariti ai professionisti processi, responsabilità e modalità di integrazione con l’attività quotidiana.

La Fimmg non contesta l’obiettivo della digitalizzazione. Al contrario, il sindacato sottolinea da tempo le potenzialità della telemedicina come strumento di integrazione dell’assistenza territoriale. La richiesta riguarda piuttosto la definizione condivisa dei modelli organizzativi e delle finalità assistenziali, affinché gli investimenti tecnologici previsti dal Pnrr possano tradursi in servizi effettivamente utilizzabili da medici e cittadini.