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Arezzo, Federfarma amareggiata: farmacie poco considerate dalla Regione

29 Maggio 2026

Delusione e amarezza per il trattamento riservato alle farmacie territoriali durante un incontro sulla sanità organizzato dalla Regione Toscana ad Arezzo. A esprimere il malcontento è il presidente del sindacato titolari aretino, Roberto Giotti, che dalle pagine del quotidiano La Nazione contesta l’assenza di qualsiasi riferimento al ruolo delle farmacie nei programmi regionali per la riorganizzazione del servizio sanitario regionale e della sanità territoriale.

Questa almeno è la conclusione cui giunge Giotti dopo avere partecipato al convegno organizzato nei giorni scorsi dalla Regione alla Borsa Merci di Arezzo, presenti i principali attori del sistema sanitario locale: ospedale, medici di medicina generale, infermieri e altri professionisti del settore. Tra gli invitati anche Federfarma Arezzo con il suo presidente, in rappresentanza di circa cento farmacie private della provincia.

Secondo quanto riferisce l’articolo, l’assessore regionale alla Salute Monia Monni, nel proprio intervento, ha affrontato diversi temi legati all’evoluzione del servizio sanitario toscano: dall’efficientamento degli ospedali alle criticità dei pronto soccorso, dalle Case di comunità alla riforma della medicina generale e ai nuovi modelli di assistenza territoriale. Nel corso della relazione, tuttavia, non sarebbe mai stato citato il contributo delle farmacie di comunità né il loro possibile coinvolgimento nei progetti di riorganizzazione della rete assistenziale.

Nonostante la presenza di Giotti tra gli invitati, inoltre, al sindacato delle farmacie private non sarebbe stato concesso alcuno spazio di intervento dal palco. Una circostanza che l’associazione interpreta come un segnale di scarsa considerazione nei confronti delle farmacie territoriali e del ruolo che queste svolgono all’interno del Servizio sanitario regionale.

Nel commentare l’accaduto, Giotti richiama il contributo fornito dalle farmacie durante l’emergenza pandemica e negli anni successivi. Il presidente ricorda come, durante il Covid, le farmacie abbiano rappresentato uno dei pochi presìdi sanitari sempre accessibili ai cittadini, garantendo continuità nella dispensazione dei medicinali e nell’erogazione di servizi. A suo giudizio, l’esperienza maturata in questi anni dovrebbe portare a una maggiore integrazione delle farmacie nei programmi di sviluppo dell’assistenza territoriale.

Giotti sottolinea inoltre la capillarità della rete delle farmacie, particolarmente rilevante nelle aree rurali e nei piccoli comuni, dove spesso rappresentano il presidio sanitario più vicino ai cittadini. Da qui la critica alla mancata valorizzazione del loro contributo nell’ambito del dibattito sulla riforma della sanità territoriale.

Il presidente di Federfarma Arezzo richiama infine il tema della farmacia dei servizi, osservando che in Toscana il percorso di sperimentazione e stabilizzazione delle nuove prestazioni erogate dalle farmacie non ha ancora raggiunto il livello di sviluppo registrato in altre regioni. Secondo l’associazione, un maggiore coinvolgimento delle farmacie potrebbe contribuire a migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari territoriali e a favorire la collaborazione con medici e infermieri.