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Veneto, pubblicato l’accordo sulla vaccinazione in farmacia

7 Ottobre 2026

Si allarga, in Veneto, il ventaglio delle vaccinazioni che possono essere effettuate in farmacia: accanto a antinfluenzale e anti-covid, già entrati stabilmente nell’attività dei farmacisti, arrivano anche i vaccini contro difterite-tetano-pertosse (dTpa), pneumococco e, nelle aree a rischio, encefalite da zecca (Tbe). Lo prevede l’Accordo integrativo regionale approvato dalla Giunta con la delibera 1058 del 1° ottobre, pubblicata sul Bur di ieri, 6 ottobre, dopo la firma con Federfarma Veneto e Assofarm.

L’accordo dà attuazione sul territorio regionale alle novità introdotte dalla normativa nazionale sulla farmacia dei servizi e all’Accordo collettivo nazionale (Acn) del 6 marzo 2025. In particolare, la legge n. 182/2025 ha esteso la possibilità di somministrazione in farmacia, prima circoscritta a influenza e Covid, ai vaccini individuati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. La Regione ha quindi selezionato le vaccinazioni ritenute più coerenti con le esigenze epidemiologiche e organizzative del Veneto.

Per l’antinfluenzale, l’offerta in farmacia riguarda gli over 60 e le persone tra 12 e 59 anni appartenenti alle categorie individuate annualmente dal ministero della Salute. Resta inoltre possibile vaccinare, a pagamento, anche i cittadini tra 12 e 59 anni che non hanno diritto alla gratuità. L’anti-Covid può essere somministrato dai 12 anni in su secondo le indicazioni definite dalla programmazione regionale.

Le novità riguardano innanzitutto il richiamo dTpa contro difterite, tetano e pertosse, che potrà essere effettuato dai farmacisti ai maggiorenni già immunizzati con il ciclo primario. Per il pneumococco coniugato l’offerta riguarda invece i cittadini che nell’anno solare compiono tra 66 e 70 anni, non ancora immunizzati e già invitati alla vaccinazione dall’Ulss competente. Più circoscritta la vaccinazione contro l’encefalite da zecca, o Tbe (Tick-borne encephalitis), prevista soltanto nel territorio dell’Ulss 1 Dolomiti, dove sussiste un rischio epidemiologico tale da giustificare una campagna di sanità pubblica. Potranno accedervi i maggiorenni che devono effettuare un richiamo oppure completare con la terza dose un ciclo primario già iniziato.

Per le tre nuove vaccinazioni non stagionali, i farmacisti dovranno seguire un corso obbligatorio di Formazione a distanza (Fad) di quattro ore, accreditato per l’Educazione continua in medicina (Ecm), aggiuntivo rispetto alla formazione nazionale già prevista per vaccinare in farmacia. Il corso sarà organizzato dalla Fondazione Scuola di sanità pubblica del Veneto con la collaborazione della Direzione regionale Prevenzione.

L’accordo fissa anche la remunerazione. Per ogni somministrazione di antinfluenzale a carico del Servizio sanitario regionale alla farmacia spettano 7,50 euro, che salgono a 10,66 euro per l’anti-Covid. Per dTpa, pneumococco coniugato e Tbe il compenso è invece di 8,16 euro a inoculo. Per l’antinfluenzale somministrato a chi non ha diritto alla gratuità, il cittadino sostiene la tariffa di 6,16 euro per l’inoculo più il prezzo al pubblico del vaccino.

La gestione dei vaccini e della distribuzione viene affidata ad Azienda Zero-Uoc Logistica, mentre le somministrazioni saranno registrate nel Sistema informativo Anagrafe vaccinale regionale (Siavr). Restano infine specifiche esclusioni per ragioni di sicurezza: in linea generale non possono essere vaccinati in farmacia i soggetti con precedenti reazioni allergiche o anafilattiche, determinate condizioni di immunocompromissione o controindicazioni rilevate nel triage prevaccinale, con alcune eccezioni previste per influenza e Covid.