La Regione Veneto accelera sull’integrazione dei medici di medicina generale nelle Case di comunità e definisce, d’intesa con le organizzazioni sindacali della categoria, il quadro organizzativo ed economico che disciplinerà la loro presenza nelle nuove strutture territoriali del Servizio sanitario regionale. L’accordo applicativo, sottoscritto con Fimmg, Smi, Snami e Fmt e trasmesso alle Aziende Ulss, fissa infatti sia le modalità operative sia la remunerazione delle attività aggiuntive svolte dai medici all’interno dei presìdi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): 60 euro l’ora, a carico di risorse regionali dedicate.
L’intesa rappresenta il primo assetto organizzativo destinato a regolare il funzionamento delle Case di comunità in attesa del rinnovo dell’Accordo integrativo regionale (Air) della medicina generale. L’obiettivo è assicurare una presenza stabile dei medici di famiglia nei nuovi presìdi territoriali, favorendo l’integrazione con gli altri professionisti sanitari e rafforzando l’offerta di servizi di prossimità.
La retribuzione oraria, in particolare, riguarda esclusivamente le prestazioni aggiuntive rese nelle Case di comunità e viene finanziata con fondi regionali già stanziati. La partecipazione dei medici resta volontaria, ma il nuovo assetto punta a garantire ai cittadini la presenza di un medico di medicina generale accanto agli altri servizi presenti nelle strutture.
Sul piano organizzativo, il documento prevede che la presenza dei medici di famiglia sia assicurata nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20, attraverso una programmazione dei turni che tenga conto dell’attività svolta nella Casa di comunità, nello studio principale e negli eventuali studi secondari. Nelle ore notturne, dalle 20 alle 8, così come nei prefestivi e nei festivi, la copertura sanitaria continuerà invece a essere garantita dalla continuità assistenziale.
Le Case di comunità diventeranno inoltre uno dei punti di accesso alla presa in carico della domanda sanitaria proveniente sia dagli accessi diretti dei cittadini sia dal numero unico europeo 116117, destinato all’assistenza sanitaria non urgente. Secondo la Regione, questa organizzazione dovrebbe contribuire a ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso, orientando una parte della domanda verso la rete territoriale.
L’accordo assegna ai medici di medicina generale un ruolo articolato all’interno dell’équipe multiprofessionale. Tra le attività previste figurano la partecipazione agli audit sul funzionamento della struttura, l’impiego degli strumenti di diagnostica di base disponibili nelle Case di comunità, il supporto ai pazienti fragili e l’individuazione precoce di nuove situazioni di fragilità, in collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità e con la Centrale operativa territoriale (Cot).
Rientrano inoltre nei compiti dei medici la partecipazione alle campagne vaccinali organizzate dai Dipartimenti di prevenzione, il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali attraverso il confronto con il resto dell’équipe assistenziale e la presa in carico dei pazienti cronici. Il documento contempla anche un coinvolgimento nell’organizzazione degli accessi alle prestazioni sanitarie, con la possibilità di assegnare direttamente giorno e orario della visita, evitando al cittadino la necessità di procedere autonomamente alla prenotazione.
L’intesa arriva in una fase avanzata dell’attuazione della Missione 6 del Pnrr in Veneto. La Regione riferisce infatti di avere sostanzialmente raggiunto il target programmato per le Case di comunità, con 99 strutture già attivate nelle nove Aziende Ulss: quattro nella Dolomiti, quindici nella Marca Trevigiana, tredici nella Serenissima, cinque nel Veneto Orientale, cinque nella Polesana, venti nell’Euganea, otto nella Pedemontana, nove nella Berica e venti nella Scaligera. L’amministrazione regionale sottolinea tuttavia che l’attivazione della rete resta un processo dinamico, destinato a essere monitorato e aggiornato sulla base dell’evoluzione dei bisogni assistenziali e dell’esperienza maturata sul campo.