Un colloquio vaccinale preliminare condotto in farmacia può aumentare in modo significativo l’adesione alle somministrazioni raccomandate. È quanto emerge dalla sperimentazione PharmaVaxAuRA, realizzata in Francia nella regione Alvernia-Rodano-Alpi e rilanciata nei giorni scorsi dal Quotidien du pharmacien. Secondo i dati presentati il 20 maggio, al 31 dicembre 2025 erano già stati effettuati oltre duemila colloqui in 84 farmacie aderenti al progetto, con risultati definiti «incoraggianti» sul piano del passaggio dalla raccomandazione all’effettiva vaccinazione.
La sperimentazione nasce dall’idea di trasferire all’ambito vaccinale il modello degli “entretiens” già utilizzati nelle farmacie francesi per l’accompagnamento dei pazienti cronici. Nel lessico professionale italiano, si tratta di “colloqui di counseling vaccinale” o “consulenze vaccinali strutturate”: un incontro dedicato, distinto dal semplice consiglio al banco, durante il quale il farmacista verifica la situazione vaccinale del paziente, individua eventuali richiami mancanti e fornisce informazioni personalizzate su benefici, indicazioni e controindicazioni.
Il progetto PharmaVaxAuRA è stato sostenuto dall’Urps Pharmaciens AuRA, il Consiglio regionale delle professioni sanitarie, con il supporto della piattaforma digitale Colibri-MesVaccins.net. L’obiettivo dichiarato era valutare se un colloquio strutturato potesse migliorare le coperture vaccinali e facilitare l’adesione del paziente alla vaccinazione eseguita direttamente in farmacia.
Dei circa 2.200 counseling vaccinali effettuati nelle 84 farmacie coinvolte entro fine 2025, quasi il 70% ha portato a una vaccinazione immediata in farmacia oppure alla programmazione di una somministrazione successiva. In circa un terzo dei casi il colloquio ha inoltre consentito di identificare almeno una vaccinazione raccomandata non aggiornata. Secondo i promotori del progetto, il dato più significativo riguarda proprio la capacità del colloquio strutturato di trasformare una semplice attività informativa in un percorso vaccinale concreto. «L’entretien vaccinal favorisce il passaggio all’atto», sintetizzano gli organizzatori della sperimentazione.
La sperimentazione ha inoltre permesso di raccogliere elementi sul gradimento del servizio sia da parte dei farmacisti sia dei pazienti. Tra gli aspetti osservati figurano la durata del colloquio, l’organizzazione all’interno della farmacia e la capacità dello strumento di intercettare persone con richiami scaduti o vaccinazioni incomplete. L’Urps AuRA sottolinea che l’esperienza punta anche a strutturare un vero e proprio “percorso vaccinale” in farmacia, facendo leva sulla prossimità territoriale dell’officina e sulla frequenza dei contatti con il cittadino.