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Germania, no dell’Abda alla fornitura di farmaci nei pronto soccorso

16 Maggio 2026

In Germania La prospettiva di consentire ai medici dei servizi di pronto soccorso integrati di dispensare direttamente farmaci ai pazienti torna ad accendere il confronto tra rappresentanze mediche e farmacisti. A intervenire è l’Abda, la federazione delle associazioni dei farmacisti tedeschi, che in una presa di posizione sul progetto di riforma dell’emergenza predisposto dal ministero della Salute guidato da Nina Warken contesta in particolare il previsto diritto di dispensazione per i medici operanti nei nuovi centri integrati di emergenza (che uniscono pronto soccorso e guardia medica). La notizia è riportata dalla rivista tedesca Apotheke Adhoc.

Nel documento inviato al governo federale, l’Abda riconosce l’obiettivo della riforma di migliorare il coordinamento tra pronto soccorso ospedalieri e continuità assistenziale territoriale, soprattutto per ridurre accessi impropri e duplicazioni. Tuttavia, secondo la rappresentanza dei farmacisti, il testo «è adatto solo in misura limitata a tenere conto delle peculiarità dell’approvvigionamento farmaceutico nelle situazioni d’emergenza» perché non considera adeguatamente il sistema di reperibilità garantito dalle farmacie pubbliche.

La parte più contestata riguarda il cosiddetto “Dispensierrecht”, cioè la possibilità per i medici delle strutture integrate di emergenza di consegnare direttamente medicinali ai pazienti in specifiche circostanze: quando il trattamento avviene fuori dagli orari ordinari delle farmacie oppure alla vigilia di weekend e festività e il farmaco deve essere assunto senza ritardi. Il provvedimento limiterebbe la dispensazione ai quantitativi necessari per un massimo di tre giorni.

Per l’Abda la misura dovrebbe essere eliminata integralmente. «Rifiutiamo un diritto di dispensazione per i medici» scrive la federazione, perché la norma «rompe il principio di separazione tra le professioni di medico e farmacista e crea strutture parallele nella distribuzione dei medicinali, per le quali non esiste alcuna motivazione oggettiva vista l’organizzazione capillare dell’assistenza farmaceutica garantita 24h dal sistema dei turni delle farmacie».

Secondo l’organizzazione, il rischio è che il sistema di guardia farmaceutica venga progressivamente indebolito dalla nascita di circuiti alternativi di distribuzione. Da qui la richiesta di coinvolgere stabilmente nella programmazione dell’emergenza le camere professionali dei farmacisti, che in Germania coordinano i turni delle farmacie territoriali.

Nella memoria inviata al ministero, l’Abda richiama anche gli aspetti regolatori. Le norme dettagliate che disciplinano conservazione e dispensazione dei medicinali nelle farmacie pubbliche, osserva la federazione, non si applicherebbero ai medici. Inoltre, gli strumenti di governance previsti dalla normativa tedesca per le farmacie, compreso il sistema dei contratti di rimborso con le casse malattia, non sarebbero vincolanti per le strutture mediche. «Un diritto di dispensazione per i medici attivi nei centri integrati di emergenza» avverte ancora l’associazione «finisce inevitabilmente per alimentare richieste di ampliamento anche alla continuità assistenziale ordinaria». Secondo l’Abda, alcune rappresentanze mediche avrebbero già avanzato proposte in questo senso subito dopo la presentazione del disegno di legge.

La federazione chiede inoltre di cancellare anche l’eccezione prevista per alcuni dispositivi medici soggetti normalmente all’obbligo di vendita in farmacia. In alternativa al diritto di dispensazione, l’associazione propone un rafforzamento della cooperazione tra associazioni dei medici convenzionati e camere dei farmacisti, con particolare attenzione allo scambio digitale di informazioni sui turni, sulla disponibilità dei medicinali e sui riferimenti delle farmacie aperte.

Tra le richieste figura anche l’inclusione delle camere dei farmacisti nei cosiddetti “organismi regionali comuni” che dovranno coordinare la nuova rete dell’emergenza. L’obiettivo, secondo l’Abda, è fare in modo che le decisioni organizzative tengano conto anche delle esigenze della distribuzione farmaceutica.

Più in generale, la rappresentanza dei farmacisti tedeschi invita il governo a valorizzare le strutture già esistenti invece di costruire nuovi centri integrati di emergenza e di pronto soccorso pediatrico composti da triage centralizzato, pronto soccorso ospedaliero e servizio medico territoriale. «Esiste già un sistema capillare e funzionante di servizio farmaceutico d’urgenza organizzato secondo criteri uniformi dalle camere dei farmacisti» osserva l’Abda, secondo cui l’attuale rete dovrebbe essere utilizzata e coordinata meglio a livello locale invece di creare «doppie strutture economicamente irragionevoli».