Soddisfazione condivisa, pur con accenti diversi, da Assofarm, Fofi e sindacati confederali per l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro delle farmacie comunali, sottoscritta martedì 15 settembre dopo 20 mesi di trattativa. Dell’intesa, che avrà validità fino al 31 dicembre 2029 e dovrà ora passare al vaglio delle assemblee delle aziende e dei lavoratori, FPress ha già riferito ieri: sul piano economico, il rinnovo riconosce al farmacista collaboratore un aumento mensile a regime di 220 euro.
Per Assofarm, il risultato va però oltre il tradizionale adeguamento delle retribuzioni all’inflazione. La trattativa, sottolinea l’associazione delle farmacie pubbliche, è stata finalizzata anche ad adeguare l’impianto contrattuale all’evoluzione del ruolo della farmacia e del farmacista nel Servizio sanitario nazionale, con l’obiettivo di valorizzarne la professionalità e rendere più attrattivo il lavoro dipendente nelle comunali. Un’esigenza destinata, secondo Assofarm, ad acquistare ancora maggiore rilevanza con l’ulteriore sviluppo delle funzioni sanitarie affidate alle farmacie.
Sulla stessa linea la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi). «È un risultato che va nella direzione che la Federazione sostiene da tempo: accompagnare l’evoluzione della professione valorizzando le prestazioni sanitarie erogate dal farmacista», commenta il presidente Andrea Mandelli. La Fofi ricorda di non avere per legge un ruolo nella contrattazione, ma rivendica il sostegno assicurato al percorso come rappresentanza istituzionale della professione. Mandelli richiama in particolare la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio nazionale, che indicava come obiettivi l’inquadramento contrattuale dei farmacisti nell’ambito sanitario e una specifica «indennità di funzione sanitaria», coerente con il crescente coinvolgimento dei professionisti nella prevenzione, nella promozione della salute e nella presa in carico dei pazienti cronici.
Il presidente della Fofi guarda quindi all’altro tavolo contrattuale ancora aperto, quello delle farmacie private: «Auspichiamo ora che si possa giungere in tempi rapidi a un’intesa equa e sostenibile anche per un nuovo contratto di lavoro dei farmacisti dipendenti delle farmacie private». La Federazione, assicura Mandelli, continuerà a favorire il dialogo tra rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro per il riconoscimento del ruolo professionale dei farmacisti nel Ssn.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs parlano invece di «un risultato importante», raggiunto puntando su recupero del potere d’acquisto, valorizzazione delle professionalità e miglioramento delle condizioni di lavoro. Per le tre sigle, l’intesa «sancisce un cambio di passo significativo improntato a una visione prospettica e condivisa» e affianca agli aumenti salariali e alle nuove tutele l’istituzione di sedi paritetiche di confronto permanente, a livello nazionale e regionale, per accompagnare la trasformazione della farmacia e i suoi riflessi sull’organizzazione del lavoro, sulle competenze, sulla formazione e sulla sicurezza.
I sindacati sottolineano anche il ruolo svolto dalla mobilitazione dei lavoratori durante i 20 mesi di negoziato e definiscono il rinnovo «un risultato storico»: per la prima volta nel settore, osservano, il contratto delle farmacie pubbliche Assofarm viene sottoscritto prima di quello delle farmacie private Federfarma. L’ultima parola spetterà ora alle assemblee dei lavoratori, chiamate a pronunciarsi sull’ipotesi di accordo.