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Telemedicina in farmacia, le linee guida Agenas: requisiti, organizzazione, incombenze

11 Settembre 2026

Le farmacie che erogano servizi di telemedicina dovranno disporre di un’area dedicata e separata dagli altri ambienti, utilizzare dispositivi certificati e con calibrazione valida, garantire connessioni sicure e tracciabili e conservare la documentazione delle prestazioni. Per Ecg, Holter e spirometria, inoltre, il farmacista non si limita a mettere a disposizione la strumentazione: applica elettrodi e dispositivi, assiste il paziente, trasmette i dati al centro di refertazione e cura la consegna del referto. Sono alcune delle indicazioni operative contenute nelle «Linee di indirizzo per l’erogazione di servizi di telemedicina nelle farmacie convenzionate» pubblicate ieri dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

Il documento nasce dal Protocollo d’intesa sottoscritto nel marzo 2025 da Agenas e Federfarma e propone a Regioni e Aziende sanitarie un modello organizzativo di riferimento. Le indicazioni guardano in primo luogo alle rurali, anche in relazione agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ma possono essere applicate su base volontaria anche alle farmacie urbane, purché dispongano di apparecchiature idonee. Non si tratta, va sottolineato, di prescrizioni direttamente vincolanti: spetterà alle Regioni tradurle negli accordi attuativi, definendo prestazioni, procedure e remunerazioni.

Televisita, serve uno spazio riservato

Le Linee guida si occupano innanzitutto delle prestazioni di elemedicina inquadrate nel Pnrr, ossia televisita, teleconsulto, teleassistenza e telemonitoraggio. Per la televisita, la farmacia opera principalmente come facilitatore: accoglie il paziente, mette a disposizione una postazione digitale e un ambiente riservato e attrezzato, garantisce il funzionamento dei dispositivi e della connessione alla piattaforma e, quando necessario, assiste l’utente durante il collegamento. La responsabilità clinica resta integralmente al medico che effettua la visita. La stessa separazione delle responsabilità vale più in generale per la telemedicina: al farmacista compete la corretta organizzazione del setting tecnico-logistico, compresi adeguatezza delle apparecchiature, sicurezza della connessione, protezione dei dati e riservatezza dell’ambiente; al professionista sanitario resta l’atto clinico.

Il requisito strutturale indicato dalle Linee è quello già previsto dall’Accordo collettivo nazionale (Acn): un’area «dedicata e separata dagli altri ambienti», nella quale apparecchiature e documentazione possano essere utilizzate e conservate in sicurezza e sia garantita la privacy del paziente. I sistemi informatici devono inoltre essere compatibili con le piattaforme regionali e nazionali e consentire inserimento, archiviazione e trasmissione dei dati, rendicontazione e, dove previsto, interoperabilità con il Fascicolo sanitario elettronico (Fse).

Ecg e Holter, cosa fa il farmacista

Seguono le indicazioni per le prestazioni di telecardiologia che molte farmacie già offrono. Per l’Holter pressorio il farmacista applica il dispositivo, che il paziente porta durante le normali attività per 24 ore o per il periodo prescritto; alla conclusione lo rimuove e invia i dati al centro di tele-refertazione, dal quale torna il referto certificato.

Per l’Holter cardiaco, normalmente di 24 ore ma prolungabile a 48 o 72 su indicazione medica, il farmacista applica elettrodi e registratore, istruisce il paziente sul comportamento da tenere durante il monitoraggio, quindi provvede alla rimozione e alla trasmissione dei dati. Con l’elettrocardiogramma (Ecg) applica gli elettrodi, avvia la registrazione e trasmette il tracciato al centro di tele-refertazione, dove sarà il cardiologo a interpretarlo. Nella spirometria, infine, assiste il paziente nell’impiego dell’auto-spirometro e si assicura che le manovre vengano effettuate correttamente.

Le apparecchiature devono essere certificate e con calibrazione in corso di validità. Le Linee forniscono anche alcuni requisiti tecnici orientativi: Ecg a 12 derivazioni con refertazione remota entro 24 ore; Holter pressorio con registrazione sulle 24 ore e software gestionale integrato; Holter cardiaco con almeno tre canali e refertazione certificata; auto-spirometro con software di analisi. Provider e centro di tele-refertazione vengono invece individuati localmente attraverso gli accordi operativi.

Computer, connessione e dispositivi: chi paga

Anche la dotazione della postazione viene descritta con un certo dettaglio. Agenas indica, a titolo orientativo, un Pc o tablet con almeno 16 GB di Ram, Ssd da almeno 512 GB, Windows 11 Pro 64 bit e processore da almeno sei core; webcam Full Hd 1080p con microfono, collegamento Wi-Fi 802.11ac o superiore oppure Ethernet e protezione della trasmissione mediante Vpn o protocollo Tls almeno 1.2. Il software deve essere interoperabile con i sistemi regionali.

Qui emerge una distinzione rilevante anche sul piano degli investimenti. Le postazioni tecnologiche di base concesse alle farmacie in comodato sono finanziate dal Pnrr; Ecg, Holter pressori e cardiaci e spirometri, invece, non rientrano nella fornitura nazionale. Il loro costo rimane quindi a carico della farmacia, salvo che accordi con Regione o Azienda sanitaria, finanziamenti locali o specifici progetti non dispongano diversamente.

Prescrizione, prenotazione e referto

Le prestazioni, che devono essere rese note al cittadino mediante avvisi, sono attivabili su prescrizione medica secondo le regole previste per ciascun servizio. È il prescrittore a decidere se la prestazione possa essere effettuata a distanza, valutandone l’appropriatezza clinica. La prenotazione può avvenire anche direttamente in farmacia, attraverso il Centro unico di prenotazione (Cup) locale quando l’integrazione è prevista.

Il referto viene redatto e firmato digitalmente dal professionista responsabile dell’atto clinico. Per Holter, Ecg, spirometria e le altre prestazioni effettuate dalla farmacia, il farmacista ne cura la consegna secondo le preferenze espresse dall’assistito e ne assicura la disponibilità attraverso i canali digitali previsti, compresa quando possibile l’integrazione con il Fse. I dati devono confluire nei sistemi regionali e, tramite le Infrastrutture regionali di telemedicina, raccordarsi con la Piattaforma nazionale di telemedicina.

Ogni mese il tracciato delle prestazioni

C’è poi un adempimento amministrativo destinato a incidere sull’operatività quotidiana. Le Linee prevedono che la farmacia trasmetta mensilmente all’amministrazione competente un tracciato contenente almeno identificativo, data e ora della prestazione, codice della farmacia, tipologia del servizio, numero della ricetta elettronica o codice equivalente, prescrittore, esito del referto, centro di refertazione, firma digitale quando prevista ed eventuali anomalie. La trasmissione dovrà avvenire attraverso canali sicuri, con modalità stabilite dalla Regione, e sarà validata dalla firma elettronica del legale rappresentante o del farmacista responsabile.

Sul fronte privacy, prima della prestazione devono essere garantiti il consenso informato all’atto sanitario, l’informazione e la manifestazione di volontà del cittadino a usufruire della modalità di telemedicina e l’informativa sul trattamento dei dati. La relativa documentazione deve essere acquisita e conservata secondo le procedure definite dall’organizzazione sanitaria competente.

Formazione obbligata dall’operatività

Agenas considera la formazione una «condizione indispensabile» per l’erogazione dei servizi. I programmi, organizzati a livello regionale o aziendale, dovranno coprire tre aree: utilizzo di Ecg, Holter, spirometri e piattaforme e procedure per trasmissione e archiviazione dei dati; gestione dei flussi di prenotazione, documentazione e interoperabilità con Cup e Fse; relazione con il paziente, consenso informato e gestione di criticità e reclami. Attestati, registri di partecipazione ed evidenze dell’apprendimento dovranno essere conservati e disponibili in caso di audit.

Remunerazione, la partita resta regionale

Sul piano economico, infine, le Linee non introducono un tariffario nazionale. In attesa che il nomenclatore recepisca pienamente le prestazioni di telemedicina erogate in farmacia, tariffe e modalità di remunerazione continueranno a essere definite dalle Regioni attraverso gli Accordi integrativi regionali (Air), nel rispetto dei criteri fissati dall’Acn. Per telecardiologia e spirometria il documento precisa che le prestazioni possono essere effettuate agli assistiti del Servizio sanitario nazionale «con oneri a carico delle Amministrazioni regionali».

Non è un dettaglio secondario, perché Agenas inserisce tra gli indicatori con cui misurare il modello anche il costo medio per prestazione e soprattutto il «tasso di autosostenibilità», ossia la quota di attività che potrà continuare a essere garantita con risorse ordinarie, senza nuovi finanziamenti straordinari come quelli del Pnrr. È quindi sul terreno degli accordi regionali che il quadro disegnato dalle Linee dovrà ora tradursi in regole operative e, soprattutto, in condizioni economiche capaci di rendere strutturale il servizio. Le indicazioni Agenas, infatti, non sono prescrittive e potranno essere adattate da ciascuna Regione al proprio assetto organizzativo e infrastrutturale.