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Manovra 2026, Cattani (Farmindustria): payback e investimenti i temi chiave

4 Settembre 2026

Nel pharma l’Italia parte da una posizione di forza, ma la prossima Legge di Bilancio dovrà consolidarla con interventi su payback, incentivi agli investimenti e tempi di accesso all’innovazione. È il messaggio che il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, affida a un intervento pubblicato sul quotidiano economico Milano Finanza, nel quale lega le prospettive dell’industria farmaceutica alla capacità del Paese di valorizzare ricerca e produzione e di rispondere al mutato scenario internazionale.

Cattani parte dai progressi della medicina e dal contributo dell’innovazione farmaceutica all’aumento della sopravvivenza. Dal 1995, ricorda, l’aspettativa di vita in Italia è passata da 78 a 84 anni; 3,7 milioni di persone vivono dopo una diagnosi di tumore e in dieci anni la mortalità per epatite si è ridotta di oltre il 50%. Anticorpi bispecifici, terapie geniche, farmaci a Rna e CAR-T stanno intanto aprendo nuove prospettive, alle quali si aggiungono Protac, terapie cellulari di nuova generazione, virus oncolitici, microbioma, editing genetico e vaccini terapeutici contro il cancro.

Innovazione significa però anche capacità di prepararsi alle emergenze sanitarie. I recenti focolai infettivi, osserva il presidente di Farmindustria, confermano la necessità di rendere permanenti sorveglianza, diagnostica, ricerca, piattaforme vaccinali adattabili, scorte e capacità produttiva: «Prevenire costa meno dell’emergenza».

Sul piano industriale, scrive Cattani, l’Italia dispone già di una base competitiva rilevante. Nel 2025 la produzione farmaceutica ha raggiunto 74 miliardi di euro, dei quali 69 destinati all’export, mentre le pmi hanno generato 11,5 miliardi di produzione. Nei primi sei mesi del 2026, secondo i dati Istat citati nell’articolo, il settore ha prodotto un surplus commerciale di 11 miliardi, pari al 45% dell’intero avanzo italiano.

Il Governo, riconosce Cattani, ha aumentato le risorse per il Ssn, riportato salute e farmaceutica nell’agenda industriale e avviato il percorso verso il Testo unico farmaceutico. Ora, però, «occorre accelerare nei prossimi mesi con la Legge di Bilancio», anche alla luce della clausola statunitense Most Favoured Nation (Mfn), che potrebbe legare i prezzi dei medicinali negli Usa a quelli praticati negli altri mercati.

Per Farmindustria, la Manovra dovrebbe quindi assicurare sostenibilità e attrattività attraverso il «superamento strutturale del payback», premialità per gli investimenti, tutela della proprietà intellettuale e una forte riduzione dei tempi tra autorizzazione europea e disponibilità effettiva delle terapie, comprese le successive procedure regionali. Perché, conclude Cattani, «l’innovazione ritardata è innovazione negata». La posta in gioco non sarebbe soltanto la competitività dell’industria, ma «la capacità della Nazione di progettare e produrre le cure del futuro».