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Ddl Bilancio, da Egualia e Farmindustria luce verde ma con riserve

3 Novembre 2026

Giudizio positivo ma con riserve dall’industria farmaceutica per la Manovra 2027, licenziata la settimana scorsa dal Consiglio dei ministri. Egualia e Farmindustria apprezzano gli interventi a sostegno degli investimenti e l’aumento del tetto della spesa per acquisti diretti, ma chiedono correttivi al Parlamento, a partire da una revisione del payback e dall’anticipo al 2027 dell’ulteriore incremento del tetto previsto soltanto dal 2028.

«Gli incentivi agli investimenti rappresentano un segnale positivo, ma attrarre nuove produzioni non basta se non si creano le condizioni per mantenere quelle esistenti» osserva Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, l’associazione delle aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e value added. Per Zagaria, occorre distinguere nel payback i medicinali coperti da esclusiva da quelli acquistati attraverso gare pubbliche, perché «i farmaci fuori brevetto sono già sottoposti a una fortissima competizione sui prezzi e non possono continuare a sostenere meccanismi di ripiano indifferenziati».

Anche la riduzione del payback prevista per le imprese che investono in Italia, secondo Egualia, non risolve questo squilibrio. Da qui la richiesta di anticipare al 2027 l’ulteriore aumento del tetto per gli acquisti diretti, per alleggerire la pressione sulle aziende e salvaguardare la produzione dei medicinali essenziali. «Un farmaco può costare pochi euro» conclude Zagaria «ma perdere la capacità di produrlo può costare molto di più, in termini di autonomia industriale e sicurezza degli approvvigionamenti».

Analoga la posizione di Farmindustria. «La legge di bilancio, in un contesto macroeconomico difficile, contiene misure importanti per il settore farmaceutico, che proseguono il percorso positivo intrapreso dal Governo in questi anni» dichiara il presidente Marcello Cattani. Tra gli interventi apprezzati figurano l’introduzione di un percorso di accesso anticipato ai medicinali (early access) per patologie gravi e invalidanti, gli incentivi agli investimenti collegati alla riduzione del payback e l’incremento del Fondo sanitario nazionale.

Restano tuttavia, secondo Cattani, alcune criticità: l’assenza di misure specifiche per la prevenzione, risorse ancora insufficienti rispetto alla domanda di salute e, soprattutto, la mancanza di una prospettiva di superamento strutturale del payback. A queste si aggiungono le difficoltà legate allo scenario internazionale e alla politica statunitense del Most Favored Nation (MFN), che punta ad allineare i prezzi dei farmaci americani a quelli più bassi praticati in altri Paesi.

Anche Farmindustria chiede quindi di anticipare al 2027 l’incremento dello 0,2% del tetto per gli acquisti diretti, per rafforzare la competitività e gli investimenti delle imprese. «Continueremo a dialogare in modo costruttivo con Governo e Parlamento per formulare proposte migliorative» conclude Cattani, indicando tra le priorità l’accesso rapido all’innovazione e la salvaguardia del ruolo dell’Italia come polo internazionale di ricerca e produzione farmaceutica.