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Ecco il nuovo nomenclatore, cosa cambia per la telecardiologia in farmacia

29 Settembre 2026

Le nuove tariffe nazionali per le prestazioni di telemedicina sono in vigore dal 21 settembre e dovranno essere prese a riferimento non soltanto nei nuovi Accordi integrativi regionali (Air), ma anche per aggiornare quelli già sottoscritti. È quanto segnala Federfarma alle proprie articolazioni territoriali, dopo l’entrata in vigore del nuovo Nomenclatore tariffario nazionale della specialistica ambulatoriale, aggiornato con il decreto del ministero della Salute del 7 agosto 2026 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 settembre.

Per le tre principali prestazioni di telemedicina erogate dalle farmacie in regime di Servizio sanitario nazionale, il nuovo Nomenclatore fissa una tariffa di 12,05 euro per l’elettrocardiogramma (Ecg senza visita medica), 42,85 euro per il monitoraggio continuo nelle 24 ore della pressione arteriosa (Holter pressorio) e 64,25 euro per l’elettrocardiogramma dinamico secondo Holter (Holter cardiaco).

Le cifre hanno una ricaduta diretta sulla contrattazione regionale della farmacia dei servizi. L’Accordo collettivo nazionale (Acn), ricorda infatti Federfarma, stabilisce all’articolo 20, comma 4, che nella definizione dei compensi per le prestazioni oggetto degli Air occorre considerare la tariffa prevista dal Nomenclatore della specialistica ambulatoriale vigente. A questa si aggiungono le specificità delle farmacie rurali sussidiate, eventuali ulteriori criteri definiti dalle Regioni e, naturalmente, i limiti delle risorse disponibili.

La tariffa nazionale non coincide quindi automaticamente con il compenso riconosciuto alla farmacia, ma rappresenta uno dei parametri che la contrattazione regionale deve necessariamente prendere in considerazione. Di conseguenza, spiega la Federazione, tutti i nuovi Air dovranno essere negoziati sulla base degli importi entrati in vigore il 21 settembre.

Il passaggio riguarda però anche gli accordi già operativi. Secondo Federfarma, infatti, «anche la remunerazione per le prestazioni di telemedicina prevista dagli Air sottoscritti antecedentemente il 21 settembre 2026 dovrà essere aggiornata», perché determinata prendendo come riferimento un Nomenclatore ormai non più vigente.

Da qui l’invito alle Unioni regionali interessate a chiedere alle rispettive amministrazioni l’adeguamento delle tariffe previste dagli Air in essere. Non sarà necessariamente richiesta una rinegoziazione complessiva dell’accordo: l’aggiornamento, precisa Federfarma, potrà essere formalizzato anche attraverso una semplice integrazione oppure con un verbale modificativo sottoscritto dalle parti negoziali competenti, cui seguirà, quando necessario, il relativo provvedimento regionale.