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Stada Health Report: meno di un italiano su due contento del Ssn, bene i farmacisti

25 Settembre 2026

Soltanto il 45% degli italiani si dichiara soddisfatto del sistema sanitario, tre punti in meno rispetto al 48% registrato nel 2025. A pesare sul giudizio sono soprattutto le liste d’attesa e la carenza di personale, indicate dal 73% degli intervistati tra le principali criticità della sanità nazionale. È uno dei dati che emergono dal focus italiano dello Stada Health Report 2026, presentato l’altro ieri a Milano da Eg Stada Group in collaborazione con Il Sole 24 Ore.

L’indagine, realizzata da Human8 per conto di Stada, ha coinvolto circa 2.000 italiani tra 18 e 76 anni e fa parte di una ricerca condotta online tra febbraio e marzo in 20 Paesi. Dopo tempi di attesa e carenza di personale, tra le maggiori preoccupazioni degli italiani figurano l’invecchiamento della popolazione e la crescita delle malattie croniche, citati dal 57% del campione, e le difficoltà di accesso a un’assistenza sanitaria economicamente sostenibile, indicate dal 55%.

Il giudizio cambia sensibilmente a seconda delle prestazioni considerate. Il 59% degli intervistati ritiene che il sistema sanitario garantisca un buon supporto nell’accesso ai farmaci, mentre le valutazioni diventano decisamente più severe per la salute mentale, dove la quota scende al 21%, per strumenti e servizi digitali (23%) e per l’assistenza agli anziani (24%).

Proprio l’invecchiamento costituisce uno dei principali motivi di inquietudine. Il 58% degli italiani guarda con preoccupazione al passare degli anni, percentuale che tra le donne sale al 65%. A fare più paura è la prospettiva di avere bisogno di assistenza (65%), seguita dal declino cognitivo (64%), dai problemi fisici (61%) e dalle malattie (60%). Al tempo stesso, il 78% considera importante vivere il più a lungo possibile e dichiara una forte disponibilità a modificare le proprie abitudini: l’84% sarebbe disposto a ridurre o eliminare zucchero e dolci, il 78% il tempo trascorso davanti agli schermi, il 77% il fast food e il 73% l’alcol.

Dalla ricerca emerge anche una conferma del ruolo attribuito ai professionisti sanitari. Per il 74% degli italiani medici, farmacisti e altri operatori restano i principali responsabili dell’educazione alla salute. E il rapporto personale continua a essere largamente preferito: il 78% sceglie l’incontro in presenza per screening e controlli preventivi e altrettanti per i consulti medici, mentre per le consulenze del farmacista la quota raggiunge il 69%. Il 26%, inoltre, ritiene che in futuro i professionisti sanitari rafforzeranno ulteriormente la loro funzione di punti di riferimento umani e affidabili.

«I dati evidenziano alcune sfide prioritarie, come l’accesso alle cure, i tempi di attesa e l’invecchiamento della popolazione, offrendo un quadro concreto delle aspettative dei cittadini» osserva Luca Vitaloni, associate director di Human8.

«I risultati dello Stada Health Report 2026 ci restituiscono una fotografia importante del rapporto degli italiani con la salute e con il Servizio sanitario nazionale» aggiunge Salvatore Butti, general manager & managing director di Eg Stada Group. «Oggi il nostro Servizio sanitario attraversa una fase di difficoltà e mostra alcune fragilità, ma resta un valore fondamentale per il Paese, che dobbiamo impegnarci a preservare». E, conclude Butti, l’evoluzione del sistema dovrà comunque svilupparsi «all’interno di un modello in cui la relazione umana deve rimanere centrale».