Più di dieci minuti di intervista perché poi in onda ne andassero soltanto pochi secondi. Nei quali il presidente di Federfarma Emilia Romagna, Achille Gallina Toschi, sembra dire l’esatto contrario di quello che ha sempre sostenuto a ogni tavolo di trattativa con la sua Regione, e cioè che la dpc è meglio del canale convenzionato e la distribuzione tramite le farmacie costa di più. È quello che è accaduto domenica sera a PresaDiretta, il programma di approfondimento giornalistico di RaiTre. Tra le inchieste proposte nella puntata dell’11 ottobre, una dedicata alle riclassificazioni di gliflozine e gliptine da diretta-dpc a convenzionata, tema trattato con modi che ha fatto pensare ai più a un altro tipico esempio di giornalismo a tesi: voglio dimostrare qualcosa e di tutto quello che ho raccolto riporto solo ciò che lo conferma. E così, tra i farmacisti che domenica sera hanno visto il servizio, in molti sono rimasti basiti dalle dichiarazioni di Gallina Toschi.
Presidente, in trasmissione lei ha detto su dpc e convenzionata cose che hanno fatto trasalire parecchi titolari. Era davvero il suo pensiero?
Quelle cose le ho dette, c’era una telecamera. Ma in montaggio hanno isolato dal contesto quelle frasi dandole un significato che non avevano. Una persona che era con me ha filmato tutta l’intervista, posso dimostrare tranquillamente quello che dico.
Torniamo sulle sue frasi, allora. La prima: lei dice a un certo punto che la dpc è un modello «virtuoso»…
Certo, perché in quel momento stavo facendo un confronto tra distribuzione diretta e per conto. Il concetto è che tra i due canali è senz’altro da preferire la dpc, perché il paziente ha la possibilità di ritirare le sue forniture nella farmacia sotto casa. Ma le cose cambiano se il confronto è con la convenzionata.
A tal proposito: poco dopo, afferma che nella convenzionata le farmacie pagano i farmaci un 30% in più rispetto ai prezzi con cui comprano le Asl…
Anche in questo caso, hanno tagliato una parte importante del mio discorso, perché subito dopo aggiungevo che con le retrocessioni negoziate dall’Aifa assieme all’industria queste differenze di prezzo vengono recuperate e dunque il Ssn non perde nulla.
Un altro punto: il servizio, per spiegare dpc e distribuzione convenzionata, propone il caso di un paziente cronico in multiterapia. Il quale, a domanda, precisa che i farmaci di cui ha bisogno li ritirava in farmacia anche prima, quando erano in dpc. Possibile che nessuno faccia notare che ora che gliptine e gliflozine sono in convenzionata questo paziente non è più costretto ad andare in farmacia due volte? Chi ha scelto il suo caso?
La persona intervistata è un cliente della nostra farmacia, PresaDiretta ci ha chiesto di coinvolgere un assistito che rappresentasse un caso esemplificativo e lui si è prestato. Ed è anche stato bravo, perché a un certo punto l’ha detto che con i farmaci in convenzionata lui risparmia tempo. Ma ovviamente, in sede di montaggio l’affermazione è stata minimizzata.
Chiederà una rettifica a PresaDiretta? Oppure Federfarma emetterà un comunicato?
Ci stiamo ragionando, ma credo che non ne valga la pena. Dare ulteriore rilievo a quel servizio sarebbe solo controproducente.