Cinque progetti premiati, 50mila euro complessivi di contributi e un obiettivo comune: rendere i percorsi di cura più attenti non soltanto ai bisogni clinici dei pazienti, ma anche alla loro qualità di vita e a quella di familiari e caregiver. Si è tenuta al Circolo filologico milanese la cerimonia della settima edizione degli Humanizing Health Awards, l’iniziativa con cui Teva Italia sostiene ogni anno le associazioni del Terzo Settore impegnate a migliorare l’assistenza sanitaria attraverso interventi che valorizzano la dimensione umana e relazionale della cura.
L’edizione 2026 coincide con i trent’anni di presenza di Teva in Italia, un anniversario che l’azienda ha voluto ricordare anche attraverso il proprio impegno sociale. «Gli Humanizing Health Awards nascono per dare voce e sostegno a chi, ogni giorno, lavora per rendere i percorsi di cura più umani» ha spiegato Umberto Comberiati, amministratore delegato di Teva Italia. «Trent’anni di presenza nel Paese ci hanno permesso di comprendere meglio l’evoluzione dei bisogni dei pazienti e sappiamo che spesso il loro percorso assistenziale richiede risposte che vanno oltre il farmaco. Per questo continuiamo a valorizzare le realtà del Terzo Settore capaci di trasformare queste sfide in interventi concreti».
I cinque progetti premiati, ciascuno destinatario di un contributo di 10mila euro, intervengono in ambiti differenti. A Ravenna, Venti di Sollievo, navigare oltre la cura, promosso da Marinando Ravenna Odv, offre a circa 40 caregiver familiari occasioni di sollievo e sostegno psicologico attraverso uscite in barca a vela. A Brescia, Una zampa per NeMO di Fondazione Serena Ets integra la pet therapy nei percorsi riabilitativi di circa 160 pazienti l’anno con patologie neuromuscolari e neurodegenerative.
A Modena, Sogni in Movimento di Aseop Odv propone percorsi di terapia neuropsicomotoria per circa 35 bambini l’anno in cura per malattie oncoematologiche. A Milano, la Fondazione Don Carlo Gnocchi Ets trasforma il giardino del Centro Girola in uno spazio terapeutico destinato a 126 ospiti del nucleo Alzheimer e della Rsa, mentre a Firenze Bellezza che cura, progetto della Fondazione Radioterapia Oncologica realizzato con l’Aou Careggi, sostiene il benessere emotivo e la dignità personale di 71 donne sottoposte a terapie oncologiche.
Alla cerimonia sono intervenuti anche rappresentanti delle istituzioni e delle professioni sanitarie, che hanno richiamato l’importanza di integrare questi interventi nei percorsi ordinari di assistenza. «Umanizzare la sanità significa mettere al centro la persona, non solo la prestazione» ha osservato Emanuele Monti, presidente della commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia del Consiglio regionale della Lombardia. «Il supporto ai caregiver, l’attenzione alla salute mentale e l’alleanza con il non profit devono diventare parte integrante e sostenibile dei percorsi di cura attraverso una collaborazione strutturata tra istituzioni, sistema sanitario e imprese».
Sul ruolo della prossimità si è soffermata Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia. «Il Terzo Settore è prezioso per rendere le cure più vicine alle persone» ha dichiarato. «Le farmacie condividono questa missione: grazie alla loro capillare presenza sul territorio sono ogni giorno un presidio di ascolto e orientamento, per pazienti e caregiver. I progetti premiati oggi vanno nella stessa direzione: mettere la persona al centro».
Un’impostazione condivisa anche dalla medicina generale. «I progetti premiati toccano da vicino la medicina di famiglia: sostegno ai caregiver, presa in carico degli anziani fragili, attenzione ai pazienti oncologici» ha sottolineato Anna Carla Pozzi, segretario di Fimmg Lombardia. «L’umanizzazione delle cure parte dal territorio, dall’ascolto e dalla relazione di fiducia. Anche tecnologia e intelligenza artificiale possono essere alleate preziose, se usate per liberare tempo medico da dedicare alla relazione umana».
La selezione dei finalisti è stata affidata a quattro comitati interni di Teva, mentre la votazione conclusiva è stata aperta a tutti i dipendenti dell’azienda e ai medici e farmacisti iscritti alla piattaforma TevaLab. Secondo quanto riferisce Teva, ha partecipato oltre il 70% dei dipendenti e il numero degli operatori sanitari che hanno espresso una preferenza è più che triplicato rispetto alla precedente edizione.