Le farmacie che, durante lo sciopero del 13 aprile scorso, non hanno potuto garantire la presenza di almeno un terzo dei farmacisti in servizio, sono tenute a riferire la circostanza via Pec alla propria associazione provinciale, che a sua volta la inoltrerà alla Commissione di garanzia «per la conseguente applicazione delle sanzioni». È quanto scrive Federfarma in una circolare diffusa ieri alle rappresentanze territoriali per istruirle sulla procedura e sollecitarle perché le farmacie associate che non sono state in grado di garantire i livelli di servizio minimi procedano alla segnalazione.
A tale scopo, Federfarma fornisce assieme alla circolare un modulo che i farmacisti titolari interessati dovranno compilare e inoltrare alla propria rappresentanza titolare, la quale a sua volta dovrà inoltrarla alla Commissione di garanzia (e non alla Federazione, al fine di non violare la privacy dei dipendenti che hanno scioperato) «preferibilmente entro il 21 aprile».
Nella stessa circolare, Federfarma sollecita anche le farmacie aderenti a partecipare alla rilevazione indetta dal sindacato titolari per mappare l’adesione allo sciopero del 13 aprile. «Attualmente» si legge nella circolare «solo il 47% delle farmacie ha risposto e in alcune Regioni non si è superato il 15%». Anche in questo caso, l’invito alle associazioni provinciali è quindi quello di «stimolare le farmacie perché compilino il questionario», consiuderato che «solo il puntuale monitoraggio dei dati consentirà a Federfarma sia di avere contezza reale del tasso di adesione allo sciopero».