filiera

Testo unico farmaceutica, Agenas: su telemedicina in farmacia servono requisiti di qualità

22 Aprile 2026

«Nel momento in cui le farmacie assumono il ruolo di presidio sanitario di prossimità, andrebbe prestata attenzione sulla definizione, valutazione e verifica di requisiti tecnologici e strutturali di qualità». È il richiamo rivolto ieri da Angelo Tanese, direttore generale di Agenas, alla commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica nella nuova tornata di audizioni sul ddl delega per il Testo unico della farmaceutica.

Secondo Tanese, la riforma della legislazione farmaceutica è «necessaria e urgente» e non può prescindere dalla trasformazione tecnologica che sta investendo il comparto. Il punto centrale, nella lettura di Agenas, riguarda la capacità del sistema di far dialogare dati e piattaforme: la qualità delle informazioni e l’interoperabilità dei dati farmaceutici con quelli del Servizio sanitario nazionale vengono indicate come condizioni decisive per il successo della transizione digitale. In altre parole, l’evoluzione della farmacia dei servizi non può limitarsi ad ampliare il catalogo delle prestazioni, ma deve poggiare su regole tecniche comuni e su collegamenti effettivi con il resto dell’ecosistema sanitario.

Il riferimento più esplicito è alla telemedicina. Tanese ha ricordato che anche le farmacie, quando erogano questi servizi, devono rispettare la normativa nazionale in materia di standard tecnologici, interoperabilità e sicurezza, inserendosi dentro un’infrastruttura unitaria. Un’indicazione che si inserisce nel percorso già avviato con il Fascicolo sanitario elettronico, con la sanità digitale finanziata dal Pnrr e con la progressiva estensione delle prestazioni territoriali. Per le farmacie significa che il tema non sarà soltanto “fare nuovi servizi”, ma farli con requisiti certificabili, procedure omogenee e sistemi capaci di scambiare dati in modo sicuro.

Dall’audizione emerge poi un secondo messaggio: la rete delle farmacie viene considerata un presidio di prossimità strategico, ma la valorizzazione del ruolo territoriale richiede criteri chiari di accreditamento e verifica. Un orientamento che potrebbe tradursi, nei decreti attuativi della delega, in parametri più definiti per locali, tecnologie, formazione e processi organizzativi legati ai servizi clinici e assistenziali.

Accanto ad Agenas è intervenuta anche Uncem, che ha spostato il focus sulle aree montane e interne. Nella memoria depositata in commissione, l’associazione ha indicato come priorità il superamento della carenza di medici di medicina generale e pediatri nei piccoli Comuni e nelle alte valli, collegando questo obiettivo a una riorganizzazione più ampia dei servizi territoriali. In questo quadro, farmacie dei servizi, infermieri di comunità, telemedicina, teleassistenza, elisoccorso e trasporti a chiamata vengono descritti come tasselli dello stesso disegno di prossimità.

Per Uncem il potenziamento delle farmacie di comunità è indispensabile: nei territori montani la farmacia resta spesso uno dei pochi presidi continuativi e un punto di riferimento stabile per la popolazione anziana e cronica. Da qui la richiesta che il futuro Testo unico riconosca con chiarezza il ruolo delle farmacie rurali e ne sostenga gli investimenti. La memoria richiama anche l’esperienza avviata con Sunifar e Federfarma per sviluppare nuovi servizi destinati ai cittadini delle aree periferiche.

Uncem guarda inoltre alla prossima programmazione europea 2028-2034 e alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nei servizi sanitari locali. Il messaggio politico è chiaro: le zone alpine e appenniniche possono diventare laboratori di innovazione organizzativa, a condizione che il riordino della normativa farmaceutica tenga insieme sanità, mobilità, assistenza sociale e digitale.