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Fentanyl, due custodi indagati all’Israelitico. Repubblica: troppi furti negli ospedali

23 Luglio 2026

Si stringe il cerchio attorno al furto delle 80 fiale di fentanyl scomparse dalla farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma. La Procura della Capitale ha iscritto nel registro degli indagati due custodi della struttura, mentre proseguono gli accertamenti dei Carabinieri del Nas, del Nucleo investigativo di Roma e dei tecnici del ministero della Salute. È l’ultimo sviluppo di un’inchiesta che, oltre a fare luce sulle responsabilità della sottrazione, sta riportando all’attenzione un problema più ampio: la vulnerabilità delle farmacie ospedaliere ai furti di medicinali ad alto valore economico e terapeutico e l’assenza di standard nazionali stringenti per la loro sicurezza.

Secondo quanto riferisce l’Ansa, gli investigatori stanno cercando di chiarire non soltanto chi abbia materialmente sottratto le 80 fiale dalla cassaforte della farmacia ospedaliera, ma anche quale fosse la destinazione del farmaco. L’ipotesi iniziale di un’immissione nel mercato illecito degli stupefacenti, infatti, non appare al momento supportata da elementi concreti. Tra le piste prese in considerazione vi è anche quella di un utilizzo del potente anestetico in studi medici non autorizzati.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, continua inoltre a concentrarsi sulle criticità organizzative emerse durante le ispezioni ministeriali svolte l’8 luglio. Tra gli aspetti sotto esame figurano l’assenza di un sistema di videosorveglianza, la gestione condivisa della chiave della cassaforte e la possibile incompletezza dei registri di carico e scarico degli stupefacenti. Il furto sarebbe avvenuto senza segni di effrazione tra l’11 giugno, data dell’ultimo controllo delle scorte, e il 23 giugno, quando il personale della farmacia ha scoperto l’ammanco.

Ma il caso dell’Israelitico, osserva un’inchiesta pubblicata da la Repubblica, rischia di essere soltanto la punta dell’iceberg. Il quotidiano riferisce infatti che, ogni anno, dalle farmacie degli ospedali italiani scompaiono farmaci e preparazioni di elevato valore economico per milioni di euro, spesso sottratti da personale interno alle strutture sanitarie. Eppure, nonostante la gravità del fenomeno, mancano ancora linee guida nazionali dettagliate sulla sicurezza delle farmacie ospedaliere.

È proprio questa lacuna normativa, scrive la Repubblica, a impedire alla Regione Lazio di adottare provvedimenti nei confronti dell’ospedale Israelitico. Dopo avere esaminato il rapporto degli ispettori inviati dalla Asl, la Direzione Salute regionale non avrebbe potuto contestare formalmente alcuna violazione, perché le prescrizioni oggi vigenti si limitano sostanzialmente a prevedere che le chiavi della farmacia siano custodite in un locale separato. Un requisito giudicato ormai insufficiente quando si tratta di medicinali, come gli oppioidi o i farmaci innovativi, che possono raggiungere valori economici elevatissimi.

Per questo la Regione starebbe preparando proprie indicazioni operative, da condividere successivamente con il ministero della Salute, introducendo misure di sicurezza più rigorose per le strutture sanitarie del Lazio.

L’inchiesta di la Repubblica ricorda inoltre come quello dell’Israelitico non sia un episodio isolato. Tra i casi citati figura quello di un anestesista dell’ospedale di Velletri, accusato di avere sottratto farmaci e dispositivi sanitari per utilizzarli in uno studio dentistico privato, con un danno erariale quantificato dalla Procura della Corte dei conti del Lazio in circa 71 mila euro. Altro episodio significativo è il furto avvenuto alla fine del 2023 nella farmacia dell’ospedale Oftalmico di Roma, dove vennero sottratti farmaci oftalmici particolarmente rari per un valore stimato di almeno 200 mila euro. Secondo gli investigatori si trattò di un colpo pianificato nei dettagli, probabilmente con l’appoggio di un “basista” a conoscenza delle procedure interne della struttura.

Il confronto con quanto avviene nelle farmacie aperte al pubblico appare inevitabile. Mentre gli esercizi privati sono tenuti a rispettare obblighi estremamente rigorosi in materia di custodia, registrazione e tracciabilità dei medicinali stupefacenti, sostenendo investimenti significativi per sistemi di sicurezza, procedure e controlli, il caso dell’Israelitico evidenzia come nelle strutture ospedaliere manchino ancora standard nazionali altrettanto dettagliati. Una disparità che il mondo della farmacia osserva da tempo con crescente perplessità, tanto più se si considera che in molte Regioni gli sfondamenti della spesa ospedaliera sono coperti da “contenimenti” della spesa convenzionata.