«Il Governo ha investito molto sulla farmacia dei servizi e da quest’anno la stabilizziamo con uno stanziamento di 50 milioni di euro». Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, intervenendo ieri a Roma al convegno organizzato da Adnkronos “Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide”. Gemmato, in particolare, ha rivendicato il percorso avviato dall’esecutivo per consolidare il ruolo della farmacia territoriale come presidio di prossimità e leva di alleggerimento del Servizio sanitario nazionale. In Italia, ha ricordato, operano circa 20 mila farmacie, pubbliche e private convenzionate, diffuse capillarmente sul territorio e spesso punto di riferimento essenziale soprattutto nelle aree interne, montane o meno servite. In molti contesti, ha osservato, il farmacista rappresenta insieme al medico di medicina generale il presidio sanitario più vicino ai cittadini.
Il sottosegretario ha poi richiamato il perimetro operativo ormai raggiunto dalla farmacia dei servizi: «Nelle farmacie è ora possibile effettuare diverse prestazioni di bassa complessità», tra cui elettrocardiogrammi, spirometrie, vaccinazioni, servizi di telemedicina e prenotazioni di visite ed esami. Secondo Gemmato, si tratta di attività che facilitano l’accesso alle cure per anziani e fragili e contribuiscono, allo stesso tempo, a ridurre la pressione su ospedali e strutture sanitarie.
Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato però il nodo delle carenze e della dipendenza estera nelle filiere produttive del farmaco. Gemmato ha ricordato che circa l’80% dei principi attivi impiegati per i medicinali salvavita viene oggi realizzato fuori dall’Europa, in particolare in India e Cina, con evidenti criticità in caso di tensioni geopolitiche o interruzioni delle forniture. «Il farmaco non deve essere considerato solo un bene di cura, ma anche un elemento strategico dal punto di vista geopolitico», ha affermato.
Da qui l’annuncio di un intervento normativo: il Governo, ha spiegato, intende procedere con una legge delega per rafforzare la produzione nazionale e recuperare capacità industriale sia nei principi attivi sia nei medicinali finiti. Nel breve periodo, ha inoltre anticipato la convocazione del tavolo sull’approvvigionamento dei farmaci istituito a inizio mandato, con l’obiettivo di monitorare la situazione e verificare eventuali criticità immediate.
Presente all’evento anche Marco Cossolo, presidente di Federfarma, che ha riportato l’attenzione sugli effetti concreti della farmacia dei servizi nella gestione delle liste d’attesa. «Nelle regioni dove si ricorre correttamente alla farmacia dei servizi si ha un calo delle liste d’attesa» ha dichiarato.
Cossolo ha citato in particolare l’esperienza delle Marche, dove si sarebbe registrata una riduzione del 18%, soprattutto nell’ambito della telecardiologia, e quella del Piemonte, dove il contributo del sistema farmacia sarebbe stato tale da spingere la Regione a chiudere la fase sperimentale e procedere con una proroga. Indicazioni che, nelle parole del presidente di Federfarma, confermano come l’integrazione della farmacia territoriale nei percorsi assistenziali possa trasformarsi da sperimentazione a componente strutturale dell’offerta sanitaria.