Da progetto pilota a rete di ampiezza nazionale che punta a fare della farmacia un presidio anche della sostenibilità ambientale. ReMed, iniziativa promossa da Novo Nordisk in collaborazione con Anci (Associazione nazionale comuni d’Italia), affronta il 2026 con numeri in forte crescita: sei regioni coinvolte, 14 città e oltre 680 farmacie aderenti. In Lombardia, dove il programma era stato presentato da Federfarma Lombardia lo scorso novembre, il progetto rientra tra le esperienze più avanzate di economia circolare applicata al canale farmacia. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una copertura capillare del territorio entro la fine del 2027.
Il meccanismo operativo è semplice ma con una filiera strutturata. I pazienti che utilizzano penne preriempite monouso per diabete, obesità o altre patologie croniche riportano in farmacia i dispositivi usati, privati dell’ago e inseriti in apposite buste di raccolta. Gli esercizi aderenti fungono da punto di conferimento e di ingaggio del cittadino; partner territoriali si occupano poi del ritiro periodico e dello stoccaggio. Successivamente i materiali vengono inviati in Danimarca, dove entrano nel processo industriale di recupero e trasformazione in materie prime seconde. Oggi queste penne risultano riciclabili fino all’85% e possono tornare sul mercato sotto forma di sedute, complementi d’arredo o altri oggetti di uso comune.
I risultati della prima fase confermano che il format può funzionare anche in Italia. Secondo i dati diffusi da Novo Nordisk, nella sperimentazione avviata nel 2024 sono state raccolte oltre 1,5 tonnellate di dispositivi; una precedente fotografia di fine 2025 parlava già di più di 1.200 chilogrammi recuperati attraverso oltre 200 farmacie in cinque città. Segno di una progressione rapida sia sul fronte della partecipazione delle farmacie sia su quello del coinvolgimento dei pazienti.
La geografia del progetto si è nel frattempo ampliata. Dopo l’esordio in Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia, con città come Bologna, Parma, Torino, Novara e Varese, nel 2026 sono entrate anche Lazio, Campania e Puglia. Tra i nuovi hub figurano Milano, Roma, Napoli, Bari, oltre a Modena, Ferrara, Imola, Rimini e Cuneo.