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Riforma del prontuario, Schillaci: «A breve incontro con Aifa»

22 Luglio 2026

Sulla revisione del prontuario farmaceutico, dopo settimane di polemiche, torna a parlare il ministro della Salute Orazio Schillaci. «Non c’è nessuna novità. A breve incontreremo Aifa», ha dichiarato ieri ai giornalisti a margine dell’inaugurazione del rinnovato Museo dell’Istituto superiore di sanità. Lo riferisce LaPresse, segnando di fatto la ripresa del confronto su un dossier che continua a preoccupare l’industria del farmaco e che dovrebbe approdare a una fase decisiva nei prossimi mesi.

Il progetto di revisione, allo studio dell’Agenzia del farmaco da diversi mesi, era finito al centro del dibattito a metà giugno, nel pieno delle discussioni sull’aumento della spesa farmaceutica. L’ipotesi su cui si lavora prevede di modificare i criteri per la determinazione del prezzo di rimborso dei medicinali a brevetto scaduto: non più un confronto limitato ai farmaci con lo stesso principio attivo, ma esteso a gruppi terapeutici più ampi, assumendo come riferimento il medicinale meno costoso del gruppo.

Secondo le aziende del settore, una simile impostazione potrebbe tradursi in una riduzione dei prezzi anche del 30-40%, con ripercussioni sulla sostenibilità di alcune produzioni. Sul fronte dei pazienti, invece, il timore è che, per continuare a utilizzare il farmaco abituale, possa aumentare la quota di spesa a loro carico qualora il prezzo superi il livello di rimborso fissato dal Servizio sanitario nazionale.

Le indiscrezioni avevano suscitato le critiche di numerose società scientifiche e delle associazioni dell’industria farmaceutica, inducendo lo stesso Schillaci a intervenire pubblicamente, alla fine di giugno, durante l’assemblea di Farmindustria. In quell’occasione il ministro aveva ribadito che l’obiettivo è garantire ai cittadini «l’accesso più rapido ai farmaci, anche quelli più innovativi», ricordando il contributo della ricerca farmaceutica al miglioramento dell’aspettativa di vita e delle possibilità di cura.

Schillaci aveva inoltre sottolineato che il tema della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale non può essere affrontato esclusivamente con una logica di contenimento della spesa, ma richiede «nuovi strumenti» e una collaborazione con le imprese che sviluppano e producono i medicinali. Soprattutto, aveva escluso che i cittadini debbano sostenere costi maggiori o vedersi limitato l’accesso alle terapie.

Le dichiarazioni rilasciate ieri sembrano quindi confermare una fase di riflessione prima delle decisioni definitive. La legge di Bilancio prevede infatti che il nuovo prontuario farmaceutico entri in vigore dal 1° gennaio 2027 e il prossimo confronto tra ministero della Salute e Aifa potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per definire l’impianto della riforma, chiamata a trovare un equilibrio tra sostenibilità della spesa, tutela dell’industria e accesso dei pazienti alle cure.