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Basilicata, ticket fisso sulle ricette per frenare la spesa convenzionata

1 Settembre 2026

Scatta da oggi in Basilicata il ticket fisso di 2,50 euro sulle ricette della farmaceutica convenzionata disposto la settimana scorsa dalla giunta regionale per rimettere sotto controllo una spesa che nel 2025 ha superato di circa 7 milioni di euro il tetto assegnato, con uno scostamento dello 0,58%. I dettagli della misura, approvata il 27 agosto, sono stati illustrati ieri in conferenza stampa dall’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, assieme ai dirigenti degli uffici regionali competenti.

Il provvedimento riguarda esclusivamente i medicinali erogati dalle farmacie in regime di convenzione con il Ssn e prevede una compartecipazione di 2,50 euro per ricetta, indipendentemente dal numero di confezioni prescritte. Non si tratta dunque di un ticket applicato a ogni scatola, come avviene in altri sistemi regionali, ma di un importo massimo fisso per prescrizione. Restano invece esclusi dalla compartecipazione i medicinali dispensati in distribuzione diretta dalle farmacie ospedaliere, compresi quindi i farmaci ad alto costo utilizzati nei percorsi terapeutici per le patologie più gravi.

La delibera prevede inoltre un sistema piuttosto ampio di esenzioni. Secondo i dati del Sistema Tessera sanitaria richiamati dalla Regione, delle circa 7 milioni di ricette erogate ogni anno in Basilicata il 40% reca già un codice di esenzione per reddito o patologia. Il ticket non sarà quindi dovuto dai cittadini titolari delle esenzioni nazionali e regionali per reddito, comprese quelle da E01 a E05, né dai pazienti oncologici, cronici e affetti da malattie rare. Esclusi dalla compartecipazione anche invalidi civili, di guerra, del lavoro e per servizio, vittime del terrorismo, persone danneggiate da trasfusioni o vaccinazioni obbligatorie, stranieri già esenti, detenuti e internati. L’esenzione sarà riconosciuta automaticamente sulla base delle informazioni registrate nel Sistema Tessera sanitaria.

Il ticket rappresenta soltanto uno degli interventi con cui la Regione punta a raffreddare la dinamica della spesa farmaceutica. Sul versante della convenzionata, la giunta intende affiancare alla compartecipazione un’azione sull’appropriatezza prescrittiva, anche attraverso una campagna per incentivare l’impiego dei farmaci biosimilari che verrà condotta con i medici di medicina generale delle province di Potenza e Matera. Sulla spesa per acquisti diretti, invece, proseguirà la centralizzazione delle forniture e il ricorso agli accordi di collaborazione con la Regione Piemonte, dai quali la Basilicata punta a ottenere prezzi più favorevoli.

«Il provvedimento non nasce da una scelta arbitraria, ma è un atto dovuto in applicazione della normativa nazionale», ha spiegato Latronico, ricordando che la Basilicata «è stata una delle ultime regioni d’Italia a introdurre questo contributo» e che la soluzione adottata è stata costruita per garantire «la massima sostenibilità sociale».

La compartecipazione, ha precisato ancora l’assessore, avrà comunque carattere temporaneo e sarà sottoposta «a monitoraggio e rivalutazione semestrale per verificarne l’impatto effettivo sui consumi». L’obiettivo, ha concluso, è intervenire prima che lo squilibrio dei conti imponga misure più pesanti: «Mentre molte regioni sono state costrette a utilizzare la leva fiscale massima a causa dei disavanzi, noi facciamo un intervento mirato di consolidamento per mantenere il nostro primato economico ed evitare piani di rientro».