La Regione Piemonte si affida alle farmacie per uscire dall’emergenza pannoloni. Dopo mesi di disservizi nella distribuzione domiciliare degli ausili per incontinenza e due affidamenti revocati per inadempienza, nei giorni scorsi l’assessorato alla Sanità ha aperto un canale straordinario che – in collaborazione con Federfarma – affida alle farmacie territoriali la dispensazione di una prima tranche di 3.200 confezioni. L’obiettivo è smaltire l’arretrato accumulato nei magazzini e riportare gradualmente alla normalità un servizio che in Piemonte vale oltre 300mila consegne l’anno.
La misura è operativa dalla scorsa settimana e riguarda per il momento gli utenti rimasti in attesa della fornitura, stimati tra 6mila e 7mila. Sarà la farmacia nella quale è stato effettuato l’ordine a contattare direttamente l’assistito e a comunicargli quando potrà presentarsi per il ritiro. Al banco verrà quindi consegnato il prodotto richiesto oppure, qualora non fosse disponibile, «un prodotto uguale o equivalente per caratteristiche e funzione», così da garantire la continuità dell’assistenza.
Quello delle farmacie è per ora un canale aggiuntivo e temporaneo, che affiancherà la distribuzione ordinaria fino al riassorbimento dell’arretrato. «La Regione continuerà a monitorare quotidianamente l’andamento delle consegne e il recupero degli ordini», ha assicurato l’assessorato, riservandosi di intervenire con ulteriori misure qualora la situazione non dovesse normalizzarsi.
L’intervento arriva al termine di una vicenda particolarmente travagliata. Il servizio regionale era stato affidato attraverso una gara bandita dalla Società di committenza regionale (Scr), ma il contratto con il primo aggiudicatario era stato successivamente risolto. Anche il secondo operatore, subentrato alle medesime condizioni, si era trovato in difficoltà e l’affidamento era stato revocato per inadempienza. A fine giugno la Regione aveva quindi coinvolto Amos, società in house partecipata da diverse aziende sanitarie piemontesi, per rimettere in carreggiata il servizio. L’avvio della nuova gestione, tuttavia, non è bastato a impedire ritardi e consegne a singhiozzo, con migliaia di confezioni rimaste accumulate nei magazzini. Alla stampa, Amos ha precisato che i disservizi non dipendono dalla propria gestione, avviata soltanto a fine giugno.