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Puglia, Federfarma su contenimento spesa: salvare accessibilità farmaci

1 Settembre 2026

Continuano a far discutere, in Puglia, le misure varate dalla giunta regionale per mettere un freno alla spesa farmaceutica pubblica, convenzionata e degli acquisti diretti. In un comunicato diffuso nelle settimane scorse, in particolare, a intervenire è Federfarma Puglia, che richiama la Regione a non sacrificare sull’altare del contenimento dei costi l’accessibilità e la prossimità del farmaco: sostenibilità e diritto alla cura, è il messaggio del sindacato, vanno perseguiti assieme attraverso un più rigoroso governo dell’appropriatezza prescrittiva.

Il riferimento è alla delibera approvata a metà luglio dalla giunta Decaro, che ha ridefinito la governance della spesa farmaceutica regionale fissando nuovi obiettivi alle Asl per il triennio 2026-2028. Sul versante degli acquisti diretti, dopo il +7,65% registrato nel 2025, la Regione punta a ridurre progressivamente lo scostamento dalla media nazionale e individua tra gli strumenti il maggiore ricorso ai biosimilari, le gare sui medicinali a brevetto scaduto e controlli più stringenti sull’appropriatezza. Per la convenzionata, invece, l’obiettivo è rallentare la crescita della spesa dall’attuale +7,81% al 6,73% nel 2026 e al 6,50% nel biennio successivo, intervenendo soprattutto sulle categorie nelle quali consumi e prescrizioni superano i benchmark nazionali.

Tra le misure indicate dalla delibera figurano audit periodici con medici di medicina generale e pediatri, controlli sul consumo di antibiotici e sugli altri ambiti terapeutici considerati critici, ma anche il potenziamento della distribuzione diretta delle Asl per il primo ciclo dopo ricovero o visita specialistica e per alcuni pazienti cronici in trattamento con terapie ad alto costo.

È soprattutto sul rapporto tra contenimento della spesa e distribuzione del farmaco, tuttavia, che Federfarma Puglia concentra le proprie osservazioni. Per il sindacato, l’equilibrio va ricercato assegnando a ciascun attore la propria responsabilità: «al medico spetta una prescrizione corretta e appropriata, al farmacista la dispensazione tempestiva e di prossimità, agli organismi di controllo la verifica del rispetto di regole e linee guida». Un approccio che, avverte Federfarma, deve considerare anche le condizioni socioeconomiche dei territori, nelle quali il ricorso alla farmaceutica convenzionata può essere più frequente.

Il punto, insiste l’associazione, è che il farmaco non può essere considerato soltanto come una voce di costo. Una terapia appropriata, correttamente assunta e disponibile rapidamente vicino al cittadino può prevenire complicanze e, di conseguenza, ridurre ricoveri, accessi ospedalieri e ulteriori accertamenti diagnostici.

A ribadirlo è il presidente di Federfarma Puglia, Vito Novielli, che difende le scelte nazionali dirette a riportare alcuni medicinali dalla distribuzione diretta alla convenzionata: «I giusti provvedimenti governativi adottati in applicazione di un principio corretto e sacrosanto di portare il farmaco in farmacia e di facilitarne l’accesso vanno nella direzione di una Sanità aperta ai bisogni». Le difficoltà sul fronte della spesa, prosegue Novielli, non devono quindi rimettere in discussione tali obiettivi, ma semmai «indurre ad innalzare l’asticella delle regole e delle linee guida prescrittive e al tempo stesso un rispetto rigoroso delle stesse».

Federfarma porta a sostegno della propria posizione il caso delle gliflozine, trasferite alla convenzionata. Secondo i primi dati Aifa citati dal sindacato, in Puglia il passaggio avrebbe prodotto un risparmio di circa 380mila euro, che sulla base dell’andamento registrato proietterebbe oltre 1,5 milioni di euro su base annua. A livello nazionale, nei primi tre mesi il risparmio sarebbe stato di 9,3 milioni, pari a più di 36 milioni in proiezione annuale. Numeri che, secondo Novielli, dimostrano come prossimità e sostenibilità non siano necessariamente in contraddizione: «La farmacia ha fatto la sua parte e si candida con senso di responsabilità a svolgere i suoi compiti per il conseguimento degli obiettivi di salute pubblica».