Dalla Svizzera e dalla Germania arrivano indicazioni di segno diverso sugli effetti della distribuzione controllata della cannabis. Se nelle città elvetiche di Berna, Lucerna e Bienne uno studio pilota sulla vendita controllata in farmacia non registra un aumento dei consumi e segnala anzi il passaggio verso modalità considerate meno rischiose, nel Land tedesco del Meclemburgo-Pomerania Anteriore sono cresciuti nel 2025 i ricoveri con diagnosi correlate alla cannabis, comprese le psicosi. Due esperienze non direttamente confrontabili per metodologia e popolazione osservata, ma che offrono elementi differenti al dibattito sulla regolamentazione.
I primi dati arrivano dallo studio Script (Safer cannabis research in pharmacies randomized controlled trial), condotto dalle università di Berna e Lucerna e avviato nel 2024. La sperimentazione coinvolge 1.177 consumatori maggiorenni già abituali, che possono acquistare prodotti appositamente realizzati in nove farmacie selezionate: cinque a Berna, tre a Lucerna e una a Bienne. Il personale, specificamente formato, accompagna la dispensazione con indicazioni per ridurre i rischi del consumo.
I risultati intermedi presentati nei giorni scorsi indicano che l’accesso regolamentato non ha determinato un incremento della frequenza di consumo, che mostra anzi una lieve tendenza alla diminuzione. La consulenza fornita in farmacia avrebbe inoltre favorito il ricorso a modalità potenzialmente meno rischiose, come la vaporizzazione o l’assunzione orale. Il 71% dei partecipanti riferisce di avere condiviso con altre persone le informazioni ricevute sulla riduzione del rischio.
I prezzi sono leggermente superiori a quelli del mercato illegale, anche per effetto di una tassazione simulata che contribuisce a finanziare la consulenza. L’aggravio viene accettato più facilmente dagli adulti sopra i 25 anni che dai più giovani. Secondo i ricercatori, inoltre, non sono emerse evidenze significative di cessione dei prodotti a terzi. Lo studio è stato prorogato fino all’ottobre 2028.
Di segno diverso i dati diffusi dal governo del Meclemburgo-Pomerania Anteriore in risposta a un’interrogazione parlamentare. Dopo la parziale legalizzazione della cannabis entrata in vigore in Germania il 1° aprile 2024, le diagnosi ospedaliere correlate al suo consumo sono passate nel Land da 421 nel 2024 a 486 nel 2025, con un incremento del 15%. Più marcato l’aumento delle psicosi attribuite al consumo: da 94 a 133 casi, circa il 41% in più. I dati, tuttavia, descrivono un andamento temporale e non stabiliscono un rapporto causale con la riforma.
Nello stesso periodo è invece diminuita la criminalità legata agli stupefacenti: nel 2025 i reati registrati sono scesi di quasi un terzo rispetto all’anno precedente, anche perché il possesso di determinate quantità di cannabis non costituisce più reato. Il governo regionale rileva però che l’offerta attraverso i canali legali resta inferiore alla domanda e che il mercato nero continua quindi a svolgere un ruolo rilevante. Una migrazione stabile dei consumatori verso fonti legali, conclude l’esecutivo del Land, al momento non è ancora osservabile.