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Germania, società olandese si propone per indagare le finanze degli Ordini

9 Settembre 2026

Sta facendo discutere, in Germania, l’iniziativa di una società con sede in Olanda che si rivolge ai farmacisti tedeschi per aiutarli a passare al setaccio conti, riserve e attività dei loro Ordini professionali. A riferirne è un articolo della rivista Apotheke Adhoc, che dietro all’operazione denominata “Kammer-Revision” individua una figura già nota al mondo della farmacia tedesca, l’imprenditore Markus Bönig.

L’offerta parte da un tema che negli ultimi anni ha alimentato più di una controversia in Germania, quello delle riserve finanziarie accumulate dagli Ordini e dell’adeguatezza dei contributi richiesti agli iscritti. «Come membro del vostro Ordine dei farmacisti» recita la lettera con cui Kammer-Revision si presenta ai titolari «siete tenuti a pagare la quota di adesione anno dopo anno». Poiché l’iscrizione è obbligatoria per legge, è il ragionamento della società olandese, ogni associato dovrebbe poter sapere con precisione come vengono utilizzate le somme versate.

Il servizio costa 99 euro una tantum e promette di sollevare il farmacista dal lavoro più complesso. Kammer-Revision prepara una richiesta formale di informazioni su contributi, bilanci, riserve, costi di personale e amministrazione, attività di consulenza, formazione e rappresentanza. È però l’iscritto a scaricare il documento e inviarlo al proprio Ordine. Una volta ricevuta la risposta, questa viene trasmessa alla società, che la esamina e, se ritiene che alcuni quesiti siano rimasti inevasi o poco chiari, prepara una seconda lettera con cui chiedere ulteriori chiarimenti.

L’obiettivo dichiarato va oltre il singolo caso. Le informazioni raccolte vengono aggregate con altri dati finanziari e di attività per alimentare un “Performance-Index”, una sorta di classifica che dovrebbe consentire di confrontare gli Ordini sulla base di efficienza economica, trasparenza e orientamento agli iscritti. Anche la mancata risposta viene registrata. Sul proprio sito l’iniziativa dichiara di avere censito 337 enti camerali e di voler trasformare le singole richieste in uno strumento collettivo di pressione sul sistema.

La promessa, tuttavia, ha confini precisi: i 99 euro comprendono i modelli delle lettere, gli eventuali solleciti, l’analisi delle risposte e l’accesso ai dati comparativi, senza abbonamento e con la possibilità di utilizzare il servizio anche per successive “revisioni”. Non viene invece garantito che l’operazione conduca alla riduzione dei contributi o alla restituzione di somme già versate. La stessa Kammer-Revision chiarisce che l’obiettivo ultimo è alimentare una discussione sulla congruità delle quote e, più in generale, sull’obbligatorietà dell’iscrizione agli Ordini.

È soprattutto l’identità dei promotori ad attirare l’attenzione di Apotheke Adhoc. Il mittente delle comunicazioni è la “Freiheitskanzlei”, dietro alla quale c’è Redcap, società con sede ad Amsterdam controllata dalla fondazione Stichting Rudulin. A quest’ultima fa capo Markus Bönig, che lo stesso sito di Kammer-Revision presenta come fondatore della Freiheitskanzlei.

Un nome che nel settore non è nuovo. Bönig aveva operato nel mercato delle farmacie con Ordermed e durante la pandemia era tornato alla ribalta con la vendita online di cosiddetti certificati di «inidoneità alla vaccinazione» Covid, rilasciati sulla base di un questionario e senza contatto personale con il medico. La loro pubblicizzazione venne poi vietata dalla giustizia tedesca: l’Oberlandesgericht di Celle li qualificò come certificati sanitari non veritieri.

Non solo. Come ricorda anche Tagesschau, il principale telegiornale della tv pubblica tedesca, altre iniziative riconducibili a Bönig erano state oggetto di contestazioni durante la pandemia e alcune delle attività erano state trasferite a una società olandese controllata da una fondazione da lui diretta. È questo precedente che porta Apotheke Adhoc a guardare con sospetto alla nuova campagna: dietro la “revisione” dei conti degli Ordini dei farmacisti tedeschi, conclude in sostanza la rivista, c’è un imprenditore che si muove in modo disinvolto.