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Francia, ordini e consulte potranno denunciare le aggressioni per i sanitari

30 Luglio 2026

Ordini professionali e consulte regionali delle professioni sanitarie potranno d’ora in avanti sporgere denuncia-querela in nome e per conto dei propri iscritti vittime di aggressioni, minacce o altri episodi di violenza sul luogo di lavoro. È una delle novità introdotte in Francia dal decreto attuativo della cosiddetta legge Pradal sulla sicurezza in vigore dal 21 luglio dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. L’obiettivo è rimuovere uno degli ostacoli che più spesso impediscono ai professionisti di rivolgersi alla giustizia: la complessità delle procedure e il timore delle conseguenze.

Il decreto, come riferisce il Quotidien du pharmacien, dà attuazione a una delle misure previste dalla legge approvata l’anno scorso per il rafforzamento della sicurezza dei professionisti sanitari, che modifica il Codice di procedura penale francese consentendo a Ordini e Unions régionales des professionnels de santé (Urps, le consulte regionali che rappresentano i professionisti sanitari convenzionati) possono agire in rappresentanza delle vittime.

La facoltà riguarda gli Ordini e le Urps delle sette principali professioni sanitarie: medici, farmacisti, ostetriche, odontoiatri, infermieri, podologi e fisioterapisti. Possono chiedere l’intervento del proprio Ordine soltanto i professionisti regolarmente iscritti all’albo della rispettiva professione.

L’istituzione potrà presentare denuncia in caso di violenze che abbiano compromesso l’integrità fisica o psicologica del sanitario, ma anche per danneggiamenti o distruzione di beni, minacce e atti intimidatori commessi nell’esercizio dell’attività professionale.

Prima di procedere è comunque necessario acquisire il consenso scritto del professionista, attraverso un mandato accompagnato da un documento d’identità. La denuncia sarà quindi presentata dal consiglio dipartimentale o interdipartimentale dell’Ordine competente, oppure, se necessario, dal Consiglio nazionale. Il decreto prevede inoltre un coordinamento tra Ordini e Urps: ciascuno dei due organismi dovrà informare l’altro delle denunce presentate per conto dei professionisti rappresentati.

La nuova procedura non priva comunque la vittima del controllo sull’azione giudiziaria. Il professionista potrà infatti revocare in qualsiasi momento il mandato conferito al proprio Ordine o alla propria Urps, interrompendo così la procedura se lo riterrà opportuno.

Il decreto riconosce inoltre un diritto permanente all’informazione sullo stato del procedimento. Sebbene gli atti processuali continuino a essere notificati formalmente all’organismo che ha presentato la denuncia, quest’ultimo avrà l’obbligo di tenere costantemente aggiornato il sanitario sugli sviluppi dell’iter giudiziario.

Secondo il Quotidien du pharmacien, la misura punta soprattutto a contrastare la forte sottodenuncia che ancora caratterizza il fenomeno delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari. Alla base della rinuncia a sporgere denuncia vi sono spesso la mancanza di tempo, la scarsa conoscenza delle procedure e il timore di possibili ritorsioni.

La possibilità di delegare l’iniziativa giudiziaria agli Ordini professionali o alle Urps dovrebbe quindi alleggerire il carico burocratico per le vittime e favorire un maggiore ricorso agli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento. Il provvedimento si affianca ad altre disposizioni della legge Pradal, tra cui l’inasprimento delle sanzioni per gli autori delle aggressioni.

La necessità di rafforzare gli strumenti di protezione emerge anche dai dati raccolti dall’Ordine nazionale dei farmacisti francese: nel giugno 2025 erano state registrate 460 segnalazioni tra furti, violenze fisiche e verbali, ingiurie e minacce, mentre continuava a riscontrarsi una marcata riluttanza dei professionisti a formalizzare una denuncia all’autorità giudiziaria.