Cartoline di protesta alle sigle dei titolari di farmacia per chiedere un adeguamento degli stipendi all’aumento del salario minimo. È la singolare iniziativa lanciata in Francia dal sindacato dei dipendenti Force Ouvrière, che invita collaboratori e salariati delle farmacie a spedire una cartolina alle due organizzazioni datoriali del settore, Fspf e Uspo per «far sentire il malcontento» dei lavoratori e aumentare la pressione in vista della ripresa delle trattative salariali di settembre.
All’origine della mobilitazione, di cui riferisce il Quotidien du pharmacien, c’è l’aumento del 2,41% dello Smic scattato il primo giugno. Acronimo di Salaire minimum interprofessionnel de croissance, lo Smic è il salario minimo legale francese: dal primo giugno è passato da 12,02 a 12,31 euro lordi l’ora e, per un tempo pieno di 35 ore settimanali, da 1.823,03 a 1.867,02 euro lordi al mese. La rivalutazione è stata automatica, perché la normativa francese prevede un adeguamento infra-annuale quando l’inflazione supera le soglie di legge.
Il problema, per i sindacati dei collaboratori di farmacia, è l’effetto che l’aumento dello Smic produce sulla scala retributiva di settore. In Francia i minimi salariali delle farmacie sono stabiliti dalla contrattazione collettiva e articolati per coefficienti, assegnati in funzione di qualifica, mansioni e responsabilità. La remunerazione minima viene calcolata a partire dal cosiddetto «punto officinale», indicatore il cui valore è stato portato a 5,278 euro dall’ultimo accordo, entrato in vigore il 17 aprile. Se però il minimo risultante dalla griglia è inferiore allo Smic, il datore di lavoro deve comunque corrispondere quest’ultimo. L’aumento di giugno ha così «raggiunto» dieci coefficienti della fascia più bassa, dal 100 al 160: in sostanza, livelli professionali differenti finiscono per essere remunerati allo stesso minimo legale, comprimendo le distanze salariali previste dalla contrattazione.
È proprio questo «schiacciamento» della griglia che Force Ouvrière vuole correggere. Nella riunione straordinaria della Cppni (Commission paritaire permanente de négociation et d’interprétation, l’organismo paritetico nel quale siedono rappresentanti dei titolari e dei lavoratori) del 6 luglio scorso, i sindacati avevano chiesto un aumento del valore del punto officinale. La Fspf aveva proposto uno 0,5%, giudicato insufficiente dai rappresentanti dei dipendenti, mentre l’Uspo non aveva avanzato alcuna proposta.
Force Ouvrière rivendica invece un aumento del 2,41%, esattamente pari alla rivalutazione dello Smic. «L’obiettivo è non essere troppo esigenti e rimanere equi. Non si tratta di attingere a riserve che i titolari non necessariamente hanno» spiega al Quotidien du pharmacien David Brousseau, segretario federale di Force Ouvrière per la farmacia, che riconosce le difficoltà economiche attraversate dalla rete, anche alla vigilia dell’apertura delle trattative convenzionali con l’Assurance maladie. Ma, aggiunge, «con dieci coefficienti raggiunti dallo Smic, occorre intervenire».
Da qui la scelta di una protesta volutamente soft. Le cartoline, scaricabili dal sito del sindacato, devono essere stampate, ritagliate, affrancate e spedite a Fspf e Uspo. «Lo scopo non è organizzare una manifestazione, ma far capire che siamo in tanti» osserva Brousseau. E la tempistica non è casuale: il 7 settembre sono in programma i consigli di amministrazione delle organizzazioni datoriali, mentre il 15 settembre una nuova Cppni straordinaria tornerà specificamente sulla questione salariale. Force Ouvrière punta quindi a riempire nel frattempo le cassette postali dei rappresentanti dei titolari, nella speranza che la pressione delle cartoline riesca dove il primo confronto negoziale ha fallito.