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Germania, distributori di nuovo in allarme per i prezzi dei carburanti

31 Luglio 2026

In Germania la distribuzione del farmaco è di nuovo in allarme per i prezzi dei carburanti. A chiedere interventi è Phagro, l’associazione che rappresenta i grossisti farmaceutici tedeschi, secondo la quale il rincaro di diesel e benzina registrato dopo lo scoppio del conflitto tra Israele e Iran rischia di compromettere la sostenibilità economica delle consegne quotidiane alle farmacie.

Secondo le stime diffuse dall’associazione, dall’inizio della crisi mediorientale i maggiori costi per il carburante hanno già raggiunto circa 7,4 milioni di euro. Il meccanismo di contenimento dei prezzi dei carburanti introdotto dal governo tedesco ha attenuato solo in parte l’impatto fino alla fine di giugno, ma da luglio – spiegano i direttori generali di Phagro, Michael Dammann e Thomas Porstner – il settore è tornato a sostenere integralmente gli aumenti.

Le prospettive, avverte l’associazione, sono ancora più preoccupanti. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, entro la fine dell’anno gli extracosti potrebbero raggiungere circa 19 milioni di euro, risorse che verrebbero sottratte a un’attività essenziale come la distribuzione dei medicinali alle farmacie.

Phagro ricorda che i grossisti “full line” percorrono ogni anno circa 450 milioni di chilometri per garantire consegne ripetute nell’arco della giornata a tutte le farmacie tedesche, comprese quelle situate nelle aree rurali e caratterizzate da volumi di ordinativi limitati. Proprio questo modello logistico, considerato uno dei punti di forza del sistema distributivo tedesco, rischia ora di essere penalizzato dall’impennata dei costi energetici.

L’associazione sottolinea inoltre una criticità strutturale: a differenza di quanto avviene in altri settori, i grossisti farmaceutici non possono trasferire automaticamente gli aumenti dei costi sui prezzi praticati ai clienti, e sono quindi costretti ad assorbirli integralmente. Una situazione che, secondo Phagro, richiede un intervento della politica.

«Se la politica vuole continuare a garantire consegne quotidiane, anche più volte al giorno, a tutte le farmacie del Paese, comprese quelle dei piccoli centri, deve assicurare che questo servizio possa essere svolto in condizioni di sostenibilità economica», affermano Dammann e Porstner. Per i due dirigenti, la continuità dell’approvvigionamento dei medicinali «non deve diventare una vittima dell’aumento dei prezzi dell’energia» e la sicurezza della distribuzione farmaceutica dovrebbe rappresentare «una priorità politica assoluta».