Tra i pazienti britannici che si curano con semaglutide iniettabile per il controllo del peso, quasi uno su cinque sarebbe disposto a condividere con amici o familiari le proprie fiale, nonostante si tratti di medicinali soggetti a prescrizione e destinati a un uso strettamente personale. È il dato più significativo che emerge da un’indagine commissionata dalla farmacia online britannica Pharmacy2U e pubblicata dal Pharmaceutical Journal, che richiama l’attenzione sui rischi di un utilizzo improprio dei farmaci anti-obesità.
Il sondaggio ha coinvolto un campione rappresentativo di 2.000 adulti britannici che stanno assumendo, hanno assunto in passato oppure stanno valutando un trattamento farmacologico per la gestione del peso. La survey, condotta tra il 4 e l’11 giugno 2026, prima dell’approvazione della formulazione orale di Wegovy (semaglutide) da parte delle autorità regolatorie britanniche, mostra che il 19,7% degli intervistati (393 persone) condividerebbe le iniezioni dimagranti con parenti o amici. La percentuale sale al 26,6% (532 persone) nel caso dei farmaci orali per il controllo del peso, segno che le compresse vengono percepite come meno problematiche rispetto alle formulazioni iniettabili. Resta comunque maggioritaria la quota di chi esclude questo comportamento: il 62% degli intervistati ha infatti dichiarato che non condividerebbe mai né le iniezioni né le compresse con altre persone.
I risultati hanno suscitato la preoccupazione dei farmacisti britannici. «I medicinali soggetti a prescrizione per la gestione del peso non dovrebbero mai essere condivisi con amici o familiari, indipendentemente dal fatto che siano compresse o iniezioni», ha avvertito Sehar Shahid, componente del consiglio della National Pharmacy Association (Npa) per la Scozia e titolare di una farmacia online che offre servizi per la gestione del peso. La farmacista ricorda che questi trattamenti vengono prescritti soltanto dopo una valutazione clinica individuale, che tiene conto della storia sanitaria del paziente, delle eventuali terapie concomitanti e delle patologie presenti. Assumere un farmaco non prescritto personalmente, ha aggiunto, può esporre al rischio di effetti indesiderati importanti, interazioni farmacologiche o a una terapia semplicemente non appropriata.
Secondo Shahid, i medicinali per il controllo del peso dovrebbero essere considerati con lo stesso livello di attenzione riservato agli inalatori per l’asma, agli antipertensivi o ai farmaci per il diabete. Il modo più sicuro per accedere a queste terapie resta quello di rivolgersi a un professionista sanitario qualificato, che possa valutare l’idoneità del paziente, monitorarne i progressi e garantire un adeguato follow-up durante tutto il trattamento.
Sulla stessa linea si è espressa anche Geraldine McCaffrey, direttrice per il Galles del Royal College of Pharmacy, secondo la quale i farmaci prescritti per la perdita di peso devono essere sempre personalizzati sul singolo paziente e non dovrebbero mai essere ceduti ad altre persone. «Ciò che è sicuro e appropriato per un paziente potrebbe non esserlo per un altro», ha osservato, invitando chiunque stia valutando un trattamento o intenda modificarne le modalità d’uso a confrontarsi preventivamente con il farmacista o con un altro professionista sanitario.
L’indagine si inserisce in una fase di forte crescita della domanda di questi medicinali nel Regno Unito. Un’altra rilevazione della National Pharmacy Association, pubblicata lo scorso luglio e già riportata dal Pharmaceutical Journal, aveva evidenziato che il 76% delle farmacie prevedeva di iniziare il trattamento con la nuova formulazione orale di Wegovy a un numero significativo di pazienti eleggibili. Sempre a luglio, inoltre, il General Pharmaceutical Council aveva avviato una campagna di sensibilizzazione contro il fenomeno delle false farmacie online, richiamando l’attenzione sui rischi legati all’acquisto di medicinali dimagranti attraverso canali non autorizzati.