estero

Francia, sanzioni a Novo Nordisk ed Eli Lilly per pubblicità sugli anti-peso

5 Maggio 2026

Quasi due milioni di euro di sanzioni per campagne rivolte al grande pubblico troppo “spinte”: è il conto presentato dall’Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé (Ansm, l’Aifa francese) a Novo Nordisk ed Eli Lilly per la loro comunicazione sui trattamenti anti-obesità. A riferirlo è il Quotidien du pharmacien, che ricostruisce una decisione destinata a riaccendere il dibattito sui confini tra informazione sanitaria e promozione commerciale.

Nel dettaglio, l’autorità francese contesta ai due gruppi di avere veicolato messaggi «suscettibili di rappresentare una promozione indiretta» di medicinali soggetti a prescrizione obbligatoria, violando così il quadro normativo nazionale che vieta la pubblicità al pubblico per i farmaci rimborsati dal sistema sanitario. Nel mirino, in particolare, i farmaci analoghi del Glp-1 impiegati nel trattamento dell’obesità, diventati negli ultimi anni oggetto di forte attenzione mediatica e domanda crescente.

La sanzione più consistente riguarda Novo Nordisk, che dovrà versare oltre 1,78 milioni di euro per campagne ritenute idonee a «incitare il grande publico» a ricorrere a prodotti come Saxenda e Wegovy. Più contenuta, ma comunque significativa, la multa inflitta a Eli Lilly, pari a 108.766 euro, legata alla comunicazione su Mounjaro. Per l’Ansm, in entrambi i casi il punto critico è il superamento della linea di confine tra sensibilizzazione su una patologia e promozione indiretta di terapie specifiche.

Tra gli elementi contestati figura, per esempio, la campagna lanciata da Eli Lilly nella primavera 2025, diffusa tramite affissioni in sei grandi città francesi, metropolitane, stampa e social media, con lo slogan «l’obesità è una cosa seria». Il messaggio sottolineava che «l’obesità è una malattia cronica» e richiamava all’uso appropriato dei farmaci, che se «utilizzati a fini estetici, comportano dei rischi». Una comunicazione soltanto informativa secondo l’azienda, per l’autorità invece diretta a orientare il pubblico verso l’opzione farmacologica.

Analoghe contestazioni per Novo Nordisk, che ha promosso messaggi come «ho deciso di agire per me e per la mia salute», accompagnati da immagini di persone in sovrappeso ritratte in un percorso di miglioramento. Sotto osservazione anche contenuti digitali e social, tra i quali un messaggio sulla difficoltà di perdere di peso legata alla menopausa e video che rimandavano a un sito informativo dedicato all’obesità e ai suoi trattamenti. Nel complesso, secondo l’Ansm, una strategia comunicativa capace di evocare indirettamente i benefici dei farmaci, spingendo i cittadini a consultare il medico con un orientamento già definito.

Le reazioni delle aziende divergono nei toni ma convergono nella difesa dell’impostazione adottata. Novo Nordisk «contesta fermamente» la decisione e fa sapere che «esaminerà un eventuale ricorso», sottolineando che le campagne – ormai concluse – «si inscrivevano nel quadro delle buone pratiche di prevenzione e sensibilizzazione». Più prudente Eli Lilly, che «prende atto» della decisione ma ribadisce che la propria campagna era «conforme al quadro applicabile alle comunicazioni relative alla salute umana».