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Inghilterra, 16mila vaccinazioni contro il Rsv in un anno da 35 farmacie

24 Aprile 2026

Quasi 16mila vaccinazioni contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) somministrate da 35 farmacie territoriali di Suffolk ed Essex in poco più di un anno: sono i numeri che arrivano dall’est dell’Inghilterra e che danno la misura del ruolo assunto dalla farmacia di comunità nella campagna vaccinale britannica. Il programma nazionale è partito il 1° settembre 2024, mentre le farmacie dell’area sono entrate in attività dal mese successivo nell’ambito del progetto pilota sull’Independent prescribing in community pharmacy pathfinder programme, iniziativa dedicata all’evoluzione prescrittiva e clinica della farmacia territoriale.

I dati, riportati dal Pharmaceutical Journal, sono stati illustrati da Sarah Cavanagh, public health pharmacist regionale del Nhs England per l’Inghilterra orientale, secondo cui i 35 presìdi coinvolti hanno ormai raggiunto quota 16mila dosi. Un risultato che si inserisce in una strategia più ampia di ampliamento dei punti di accesso alla vaccinazione, affiancando medici di medicina generale, cliniche territoriali e team ostetrici.

Intanto, i numeri diffusi il 17 aprile 2026 dalla Ukhsa (United Kingdom Health Security Agency, agenzia britannica per la sicurezza sanitaria) indicano che la vaccinazione contro l’Rsv ha ridotto di quasi l’85% i ricoveri dei neonati. Nello stesso giorno è stato pubblicato anche uno studio sui bambini nati tra il 2024 e il 2025: quelli venuti alla luce almeno quattro settimane dopo la vaccinazione materna hanno mostrato una protezione vicina all’85% contro il virus.

La protezione, evidenziano i ricercatori, resta significativa anche quando la somministrazione avviene più tardi in gravidanza. Nei casi in cui il neonato sia nato tra i 10 e i 13 giorni dopo la vaccinazione della madre, l’efficacia osservata è stata del 50%. L’analisi ha preso in esame quasi 300mila bambini nati in Inghilterra tra settembre 2024 e marzo 2025, pari a circa il 90% delle nascite registrate nel periodo, cioè il primo anno di operatività del programma.

Secondo lo studio, la copertura vaccinale ha raggiunto circa il 55% per i bambini nati dalla metà di dicembre 2024 in avanti. In una nota diffusa contestualmente ai risultati, il Governo britannico ha ricordato che in questa coorte si sono verificati oltre 4.500 ricoveri, nella grande maggioranza dei casi tra lattanti le cui madri non erano state vaccinate. «Lo studio ha rilevato che la vaccinazione effettuata almeno due settimane prima del parto ha garantito una protezione dell’81,3%. Il ristretto intervallo di incertezza statistica, compreso tra il 78,9% e l’83,4%, conferma l’elevata affidabilità dell’effetto protettivo del vaccino».

Nel Regno Unito la vaccinazione materna contro l’Rsv viene offerta dalla 28ª settimana di gravidanza. La campagna coinvolge anche gli over 75 e gli ospiti delle residenze assistenziali. Già a marzo 2026, un’analisi del programma pilota condotto nell’est dell’Inghilterra aveva rilevato che le farmacie avevano somministrato oltre una dose su dieci del totale delle vaccinazioni Rsv erogate nell’area, pari al 12%.

«Ora sappiamo che l’impatto positivo del programma vaccinale contro l’Rsv è stato profondo e capillare» ha dichiarato Cavanagh. «Chi assiste un anziano fragile o un neonato conosce bene quanto possano essere serie queste infezioni». E ancora: «Nell’est dell’Inghilterra siamo orgogliosi di essere stati i primi a offrire questa vaccinazione salvavita nelle farmacie di comunità, oltre che attraverso medici di famiglia, cliniche territoriali e servizi maternità».

Ulteriori conferme arrivano da uno studio della Ukhsa pubblicato nel giugno 2025, secondo cui il vaccino è risultato efficace per circa l’82% nel prevenire i ricoveri tra i pazienti di età compresa fra 75 e 79 anni con infezione da Rsv. Per Caroline Temmink, direttrice delle vaccinazioni del Nhs England, «è incoraggiante vedere che, oltre a proteggere gli anziani, il vaccino contro l’Rsv è altamente efficace anche per i neonati, compresi quelli prematuri». Da qui l’invito alle donne in gravidanza a vaccinarsi attraverso il medico di famiglia, i servizi maternità o una delle farmacie aderenti al programma.