estero

Germania, gli esperti mettono in guardia su integratori ai bambini

30 Agosto 2023

Secondo il Chemischen und Veterinäruntersuchungsämter di Karlsruhe, in Germania, bambini e ragazzi dovrebbero evitare il consumo di integratori alimentari. L’avvertenza, come riporta in un articolo la rivista Apotheke Adhoc, discende da uno studio che l’ente ispettivo (alle dipendenze del ministero per la Tutela dei consumatori del Baden-Württemberg) ha condotto su trentuno prodotti di tale categoria normalmente reperibili 9in commercio. Nel 61% dei casi, hanno riscontrato gli esperti del Cvua, gli integratori messi sotto valutazione annoveravano neonati e bambini piccoli tra i loro destinatari , ma nessuno rispettava i requisiti abitualmente richiesti per questo genere di consumatori.

Per esempio, spiega Apotheke Adhoc, è stata individuata la presenza di additivi sconsigliati, oppure le dosi massime giornaliere sono risultate superiori al raccomandato. «Sconsiglio l’acquisto di questi integratori» ha detto ieri il ministro per la Tutela dei consumatori del Baden-Württemberg, Peter Hauk. I genitori non dovrebbero proporre questi prodotti nemmeno ai bambini più grandi, ha aggiunto la Cvua: «Si raccomanda invece di affidarsi a sostanze nutrienti naturali provenienti da alimenti convenzionali, attraverso una dieta equilibrata e, se necessario, previo consulto di un medico». I dati, hanno concluso gli esperti del Cvua, escludono che lo stato nutrizionale dei bambini possa essere in generale causa di preoccupazione.

È anche vero, scrive ancora Apotheke Adhoc, che la legge tedesca non regolamenta esplicitamente il consumo di integratori alimentari per neonati e bambini, quindi non si può parlare di un vero e proprio divieto. «Non si può presumere che i prodotti analizzati rappresentino un rischio acuto per la salute» afferma la Cvua «tuttavia, l’assunzione in eccesso di nutrienti dovrebbe essere evitata, soprattutto nei bambini piccol».

Tra le sostanze che risultavano presenti in eccesso negli integratori valutati dall’ente ispettivo, spiccano avido folico, vitamine C e K e le vitamine del gruppo B. In sei campioni (19%) gli esperti hanno riscontrato livelli di vitamine che si discostavano dalle informazioni riportate sulla confezione. A livello europeo, ha concluso la Cvua, dovrebbero essere stabilite quanto prima norme concrete per regolamentare l’uso degli integratori alimentari nei bambini, in particolare neonati e piccoli.