estero

Stati Uniti, Nbc: Walgreens e Cvs responsabili del 70% delle dosi sprecate

4 Giugno 2021

Walgreens e Cvs, le due più importanti catene americane di farmacia, avrebbero sprecato dall’inizio della campagna vaccinale più di 128mila dosi di vaccino contro covid, il 70% circa delle 182.874 dosi buttate complessivamente negli Stati Uniti fino alla fine di marzo. Lo rivela un articolo di Nbc news che cita dati del Governo raccolti ed elaborati da Kaiser Health: le due insegne, in sostanza, avrebbero sprecato più dosi dei centri vaccinali organizzati dagli Stati federali, dai territori degli Stati Uniti e dalle agenzie pubbliche.

I dati, spiega Nbc, non rivelano i motivi per cui le due catene avrebbero buttato via così tanti vaccini. Secondo alcuni osservatori, tuttavia, all’origine potrebbe esserci un’insufficiente pianificazione iniziale, quando l’amministrazione Trump si è affidata largamente a Cvs e Walgreens per vaccinare i residenti e il personale sanitario delle residenze per anziani e cronici. I dati del Cdc, il Centro nazionale di controllo per le malattie, dicono che il 60% delle dosi sprecate riguarda il vaccino Pfizer, il primo a essere somministrato da dicembre e dalle condizioni di conservazione tutt’altro che agevoli.

Di certo, è la critica sollevata dall’articolo, il Cdc non dispone di un quadro degli sprechi e dei motivi oper cui si sono verificati, cosa che «complica gli sforzi delle autorità per distribuire le dosi dove sono più necessarie». Senza una rendicontazione precisa degli sprechi, è difficile rilevare i problemi organizzativi o logistici che sono all’origine e risolverli.

Come ricorda Bruce Y. Lee, docente di politica e gestione sanitaria alla City University di New York, a pagare per la campagna è il Governo federale, dunque qualsiasi spreco significa «buttare via soldi dei contribuenti». Nell’ambito del programma Medicare, Washington paga circa 40 dollari per ogni dose somministrata.

Un portavoce di Cvs, Michael DeAngelis, ha spiegato gli sprechi con i problemi legati alle condizioni di trasporto, le limitazioni sui resi riguardanti le dosi non utilizzate e altri fattori. «Nonostante le difficoltà, i nostri team sono stati in grado di limitare gli sprechi a circa una dose per sito di vaccinazione». Walgreens, dal canto suo, ha affermato che le dosi buttate sono meno dello 0,5% dei vaccini somministrati complessivamente dalle sue farmacie fino al 29 marzo. «Il nostro obiettivo è sempre stato quello di utilizzare fino all’ultima dose» spiega il portavoce del gruppo, Kris Lathan «Walgreens ha basato i propri ordinativi sulle prenotazioni ricevute, cosa che ha consentito di ridurre al minimo eccessi e sovrastime».

Secondo Nbc, ora che la campagna ha cambiato strategia nel tentativo di raggiungere le popolazioni più remote e refrattarie alla vaccinazione, gli sprechi di vaccino potrebbero aumentare: «Stiamo arrivando a un punto» osserva Marcus Plescia, direttore medico della State and territorial health officials association «in cui, per continuare ad avere successo, dovremo tollerare alcune inefficienze». Le persone che non sono disposte a recarsi negli hub vaccinali, potrebbero rivolgersi ai medici di base o alle farmacie rurali, che potrebbero non essere in grado di utilizzare per tempo tutte le dosi di ogni fiala aperta. «Dobbiamo arriva dovunque ci sia qualcuno da vaccinare» ricorda Claire Hannan, direttrice esecutiva dell’Association of immunization managers «dobbiamo impegnarci per non sprecare neanche una dose, ma non possiamo nemmeno rinunciare a vaccinare soltanto perché in fila ci sono meno persone di quelle che servono per consumare un’intera fiala».