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Uk, per farmacie online controlli più severi su chi acquista a distanza

17 Aprile 2019

Si fanno più strette, nel Regno Unito, le regole cui devono sottostare le farmacie online quando vendono a distanza farmaci con obbligo di ricetta. Il merito è delle nuove linee guida del General pharmaceutical council (Gphc), l’ente che vigila sulla deontologia della professione. Nell’ultima versione, che sostituisce le disposizioni risalenti al 2015, il documento impone alle “web-pharmacy” controlli più severi sull’identità dei pazienti che chiedono una ricetta online per poi acquistare il farmaco prescritto.

L’indicazione, in particolare, è quella di seguire le procedure utilizzate dal servizio sanitario britannico, il Nhs, per i suoi servizi digitali: al login, spiega il Gphc, viene chiesto un documento con fotografia (carta d’identità o patente) per verificare le generalità dell’utente e il suo indirizzo di residenza, una procedura che le farmacie online dovrebbero adottare quando la prescrizione a distanza riguarda antibiotici, medicinali soggetti a uso eccessivo o improprio e farmaci che richiedono un monitoraggio continuo.

Le nuove linee guida non hanno avuto accoglienza sempre positiva. Per Malcolm Harrison, direttore esecutivo dell’associazione che rappresenta i farmacisti dell’industria, le disposizioni imporranno con ogni probabilità oneri aggiuntivi alle aziende e agli utenti. «Capiamo che per alcuni farmaci siano necessari controlli con cui garantire che la vendita online abbia la stessa sicurezza che contraddistingue la dispensazione al banco» ha affermato «tuttavia ci preoccupa il fatto che le linee guida manchino di chiarezza sulle misure da prendere. Sarà importante per il legislatore monitorare l’impatto di queste nuove misure, per garantire che le persone continuino a ricevere i loro farmaci in modo tempestivo».

Le nuove linee guida, tra le altre cose, chiedono che il medico che prescrive online contatti prima il curante del paziente per assicurarsi che la ricetta è appropriata. Le web-pharmacy, in particolare, non potranno proporre alcun farmaco con obbligo di prescrizione ai clienti «prima che questi non abbiano avuto una consultazione appropriata con un medico prescrittore». Inoltre, dovranno monitorare gli acquisti recapitati allo stesso indirizzo postale oppure effettuati dalla stessa carta di credito, in modo da scongiurare ordinativi troppo frequenti e possibili interazioni da consumi sovrapposti.