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Caro-energia, Adf lancia l’allarme: costi sempre meno sostenibili

1 Marzo 2022

L’incremento dei costi energetici e dei carburanti e le agitazioni degli autotrasportatori stanno mettendo a rischio l’approvvigionamento dei farmaci ai distributori intermedi. A cascata, si potrebbero verificare «importanti ripercussioni sulle consegne alle farmacie, con carenze che le imprese stanno cercando di scongiurare facendo del loro meglio». E’ l’allarme lanciato ieri da Adf (Associazione distributori farmaceutici) dopo l’ondata di proteste contro il caro benzina che la settimana scorsa ha messo in crisi la circolazione in diverse aree del sud Italia.

Il blocchi sembrano ormai rientrati dopo l’intesa firmata nella notte tra il 2 e il 25 febbraio al ministero delle Infrastrutture, ma i problemi legati ai costi in ascesa di energia e materie prime rimangono. «Le nostre aziende» ricorda il presidente di Adf, Walter Farris «assicurano la gestione dei prodotti in locali climatizzati e a temperature controllate. L’impennata delle bollette di luce e gas, insieme ai maggiori costi degli imballaggi speciali per la catena del freddo, il costo dei carburanti per il trasporto capillare e tempestivo alle farmacie e parafarmacie dislocate sul territorio, anche nelle aree più disagiate da raggiungere, stanno avendo impatti drammatici sulla sostenibilità economica dei nostri servizi».

Per le aziende della distribuzione intermedia farmaceutica, in sostanza, «si fa sempre più concreto il rischio di non essere più in grado di svolgere in modo ottimale il proprio lavoro. Chiediamo quindi al Governo, e in particolare ai ministri della Salute e dell’Economia, di attivare urgenti e improrogabili misure di natura congiunturale e strutturale con interventi per salvaguardare la nostra categoria e tutta la filiera del farmaco. Noi» conclude Farris «siamo pronti fin da subito al confronto e alla collaborazione, certi che il nostro appello non cada nel vuoto nell’interesse comune del Paese e del nostro sistema sanitario».