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Ddl delega sul riordino della farmaceutica, il testo approda all’aula del Senato

6 Ottobre 2026

Dovrebbe approdare oggi nell’Aula del Senato, dopo quasi tre mesi di attesa, il disegno di legge delega per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica. E il testo licenziato dalla commissione Affari sociali e Sanità conserva quasi integralmente l’impianto della proposta originaria del Governo: le modifiche sono poche e, per le farmacie, la più significativa è la delega all’esecutivo perché riveda al ribasso il tetto alla concentrazione delle farmacie nelle mani delle società di capitali. L’esame in Commissione, va precisato, si era concluso il 14 luglio scorso; il provvedimento è ora all’ordine del giorno dell’Assemblea del Senato.

La novità sul capitale compare all’articolo 3 con la nuova lettera b-bis: tra i criteri cui il Governo dovrà attenersi nell’esercizio della delega viene inserita la revisione dei «limiti quantitativi rispetto alla titolarità delle farmacie da parte di società di capitali, abbassando la quota massima di controllo». Il riferimento è al limite introdotto dalla legge sulla concorrenza del 2017, che vieta a una società, direttamente o indirettamente, di controllare più del 20% delle farmacie esistenti nella stessa regione o provincia autonoma. Il ddl non indica quale dovrà essere il nuovo tetto: toccherà quindi al Governo definirlo con i decreti legislativi attuativi.

Per il resto, l’architettura della delega rimane sostanzialmente quella entrata in Commissione. Entro il 31 dicembre 2026 il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi per riordinare, rivedere e razionalizzare la normativa farmaceutica attraverso testi unici, con quattro obiettivi generali: migliorare l’accesso ai medicinali, ottimizzare la disciplina dei servizi sanitari, rafforzare la rete assistenziale farmaceutica territoriale e migliorare programmazione e controllo della spesa.

Restano dunque i principali capitoli già contenuti nel testo governativo: revisione della distribuzione dei medicinali; adeguamento dei tetti della spesa farmaceutica e dei meccanismi di payback; potenziamento e interoperabilità dei sistemi informativi; dematerializzazione delle ricette e digitalizzazione dei processi di prescrizione e dispensazione; consolidamento della farmacia dei servizi.

Su quest’ultimo versante la Commissione ha introdotto alcuni ritocchi. Nella disciplina di televisita e telemonitoraggio, finalizzata alla presa in carico dei pazienti e alla continuità delle cure, è stato aggiunto esplicitamente l’obiettivo di una «maggiore aderenza terapeutica». Nelle aree interne, rurali e a bassa densità abitativa, inoltre, il riordino della pianificazione territoriale dovrà favorire il supporto alle farmacie già esistenti, anche attraverso l’attivazione di dispensari farmaceutici da esse gestiti. Resta fermo il criterio della pianta organica.

Un’altra integrazione riguarda i flussi informativi: l’interoperabilità tra Sistema tessera sanitaria, sistemi di prescrizione e dispensazione, Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e dossier farmaceutico dovrà servire anche al monitoraggio degli esiti, al rafforzamento della farmacovigilanza e alla produzione di evidenze concrete.

Per questa componente il ddl stanzia 16,25 milioni di euro nel 2026, 20,25 milioni nel 2027 e 4 milioni annui dal 2028. Per il resto vale il principio dell’invarianza finanziaria: qualora i decreti attuativi su distribuzione, spesa o farmacia dei servizi comportassero nuovi oneri non coperti, potranno essere emanati soltanto insieme o dopo provvedimenti che mettano a disposizione le risorse necessarie.