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Dispositivi, L’Antitrust: discriminanti le intese con le sole farmacie

22 Febbraio 2022

Gli accordi regionali che affidano l’erogazione di dispositivi medici monouso come gli ausili per stomie e ritenzione urinaria alle sole farmacie, escludendo quindi parafarmacie e imprese sanitarie ortopediche, generano «un’indebita discriminazione», perché riducono «la gamma dei prodotti offerti al pubblico» e causano «un pregiudizio ai consumatori» in quanto limitano il numero dei punti vendita dove è possibile rifornirsi di tali prodotti. E’ quanto recita il parere con cui l’Antitrust è tornato a occuparsi di concorrenza nella distribuzione dei prodotti per l’assistenza integrativa.

Il nuovo intervento, spiega la stessa Autorità garante, discende dalla denuncia presentata da Assortopedia – Associazione nazionale delle aziende ortopediche – contro il Protocollo d’intesa del 18 marzo 2019 tra assessorato alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna e farmacie convenzionate. Con l’accordo, in sostanza, «viene consentita alle sole farmacie l’erogazione, a carico del Ssn, di taluni dispositivi medici monouso a favore degli utenti, con esclusione, dunque, delle aziende sanitarie ortopediche».

Nel suo parere l’Antitrust ricorda di avere già avuto occasione di manifestare il proprio orientamento sul tema della distribuzione al pubblico dei dispositivi medici. In particolare, l’Authority cita «diversi interventi di advocacy» dove è stato osservato che «l’esclusione delle parafarmacie dalla possibilità di offrire servizi idonei ad ampliare la gamma della propria offerta al pubblico e conseguentemente attrarre maggiore clientela» risulta lesiva delle norme e dei principi a tutela della concorrenza.

Le stesse considerazioni, prosegue l’Antitrust, valgono anche per «le aziende sanitarie ortopediche presenti sul territorio, che sono munite di regolare codice Itca rilasciato dal ministero della Salute e hanno in organico professionisti sanitari quali i tecnici ortopedici». La scelta dell’Emilia Romagna di convenzionarsi con le sole farmacie, dunque, «introduce un’indebita discriminazione» che non trova il proprio fondamento nella disciplina vigente. «Non è rinvenibile nell’ordinamento, infatti, alcuna norma che disciplini in maniera tassativa i canali di vendita dei dispositivi medici monouso o che limiti alle sole farmacie il convenzionamento con il Ssn per l’erogazione gratuita dei prodotti agli aventi diritto».

Di conseguenza, l’Antitrust invita l’Emilia Romagna e le altre Regioni «ad adottare provvedimenti che consentano alle parafarmacie e alle aziende sanitarie ortopediche, al pari delle farmacie, l’erogazione convenzionata di dispositivi medici monouso». Il parere è stato inviato alla presidenza della Regione Emilia Romagna, alla presidenza della Conferenza delle Regioni e al ministero della Salute.