filiera

Iqvia, nel 2023 la convenzionata chiuderà lasciando inutilizzati 800 milioni di euro

10 Maggio 2023

Anche quest’anno la spesa farmaceutica convenzionata chiuderà a dicembre al di sotto del tetto del 7%, lasciando un avanzo di circa 800 milioni di euro di cui gli italiani non beneficeranno per trovare i farmaci di cui hanno bisogno nelle farmacie sotto casa. È la stima proveninet.e da Iqvia, che ieri ha diffuso alcune previsioni sulla spesa farmaceutica 2023 basate sui consumi di questo primo quadrimestre.

La spesa per acquisti diretti, dice in particolare la società di ricerche, arriverà a circa 13 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto al 2022 e in “rosso” di circa 3,3 miliardi di euro sul suo tetto, pari al 7,65% del Fondo sanitario nazionale. Come prevede la legge, la metà di tale disavanzo (circa 1,6 miliardi) dovrà essere ripianata dalle aziende farmaceutiche con il payback, mentre la quota restante sarà coperta dalle singole Regioni in base agli sfondamenti maturati da ciascuna di loro.

Godono di un fondo a parte, del valore di 1,2 miliardi di euro per quest’anno, i farmaci innovativi e gli innovativi oncologici, che a fine anno non dovrebbero generare alcuno sfondamento ma anzi lasciare un avanzo di circa 300 milioni di euro, che tuttavia non andrà a compensare la spesa per acquisti diretti.

Nel 2022, la spesa farmaceutica convenzionata aveva “avanzato (cioè lasciato inutilizzati) 728 milioni di euro, che avrebbero potuto essere investiti per migliorare l’accessibilità al farmaco attraverso le farmacie del territorio.