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Puglia, nella polemica sulla spesa farmaceutica interviene anche Federfarma

20 Maggio 2026

Interviene anche Federfarma nella polemica sui conti della spesa farmaceutica pugliese aperta l’altro ieri dal governatore Decaro con le sue recriminazioni sugli effetti dello switch di gliptine e gliflozine da dpc a convenzionata. E lo fa con una dichiarazione del segretario nazionale, Michele Pellegrini Calace, che ricorda numeri e trend della spesa regionale.

In effetti, scrive il sindacato titolari, i dati Aifa relativi ai primi 10 mesi del 2025 evidenziano per la Puglia un rilevante incremento nel consumo di farmaci dispensati in regime convenzionato, con un aumento rispetto al 2024 di circa 403mila ricette e 800mila confezioni. «Tuttavia» spiega Pellegrini Calace «questo trend è imputabile a un aumento generale dei consumi e solo in parte al trasferimento di gliptine e gliflozine dalla dpc alla convenzionata».

Per valutare l’impatto sulla spesa di queste ultime, continua Federfarma, occorre ricordare che all’aumento della spesa convenzionata si accompagna una corrispondente diminuzione della spesa per farmaci erogati in dpc. «In particolare, per quanto riguarda le gliptine, i dati di Promofarma relativi all’intero 2025 riportano una riduzione della spesa complessiva nei due canali di dispensazione (dpc e convenzionata) di 460mila euro e una riduzione complessiva dei consumi di 5.131 confezioni».

Il passaggio delle gliptine alla distribuzione in farmacia, è quindi la conclusione di Pellegrini Calace, «non ha comportato né un aumento di consumi, né un aumento di spesa e ha prodotto invece un risparmio pari a 340mila euro a seguito di due meccanismi: la diminuzione del complessivo costo medio per confezione (-0,96 euro) e il minor consumo (-5.131 confezioni)

Per quanto riguarda le gliflozine, invece, i dati 2025 indicano un aumento della spesa complessiva per i due canali (dpc e convenzionata) di 7,3 milioni di euro. Tale aumento è dovuto soprattutto all’incremento dei consumi di questi farmaci (+232.258 confezioni, come risultato della riduzione dei consumi in dpc e dell’aumento in convenzionata). È diminuito, invece, il costo medio per confezione (-0,39 euro), determinando un risparmio complessivo per la Regione pari a 140mila euro, calcolando solo le 361.670 confezioni trasferite nel canale convenzionato.

Per calcolare il reale impatto del trasferimento di questi farmaci, continua Federfarma, occorre tener conto non solo dell’andamento dei consumi, ma anche di altri fattori, tra i quali gli importi che le aziende restituiscono alle Regioni per ridurre il costo dei medicinali trasferiti e il venir meno del costo del servizio remunerato alle farmacie per la dpc.

«Al di là dei numeri infine» conclude il segretario nazionale di Federfarma «occorre considerare anche i vantaggi per i pazienti e le loro famiglie, che possono trovare i farmaci di cui hanno bisogno immediatamente nella farmacia più vicina».

Sempre ieri, ha risposto al governatore Decaro anche il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato: in un’intervista, Gemmato ha ricordato che la principale voce di aumento della spesa sanitaria pugliese riguarda il personale, +188 milioni di euro, pari al 43,42% del totale dei maggiori costi. «Il presidente della Regione» ha concluso il sottosegretario «non ha contezza di quella che è la spesa farmaceutica».